Sicurezza
Empoli Cresce la pressione viola giocherà la vecchia guardia
L’impressione è che Zanetti voglia affidarsi ai giocatori più esperti
EMPOLI. Dichiarare la seconda partita di campionato un punto importante dell’annata di una squadra, in una stagione ancora più lunga del solito, può sembrare un’esagerazione montata ad arte per aumentare la pressione su un gruppo appena formato. Ma a conti fatti l’Empoli si prepara al big match di domani contro la Fiorentina con la consapevolezza che, lo voglia o no, una buona parte del futuro prossimo della squadra azzurra passa dalla prestazione e dal risultato che arriveranno contro i viola. Impossibile cercare di togliere importanza a una partita come il derby, nonostante i tentativi a scadenza annuale che arrivano da Firenze. Empoli sa bene qual è la posta in palio emotiva e in termini di rispetto da guadagnare faticosamente ogni stagione. Lo comprende, forse meglio di tutti, la città, così come lo sanno benissimo la società, mister Zanetti (che un paio di derby dell’Arno da giocatore li ha vissuti) e sicuramente anche la rosa. Ma non è un mistero che fare una grande prestazione nel derby, e magari portare a casa dei punti, porterebbe il morale della squadra alle stelle. Un impulso del genere sarebbe più che ben accetto soprattutto in questo momento, visto che dopo la Fiorentina il calendario prevede tre scontri diretti in quindici giorni contro Salernitana, Verona e Lecce.
Sembra difficile che l’approccio di mister Zanetti al derby possa allora essere molto diverso da quello adottato nelle precedenti partite. Il gruppo deve ancora assimilare perfettamente tutti i suoi dettami per poter permettere in seguito di lavorare su come modificarli in base all’avversario che si trova di fronte. Si dovrà ripartire soprattutto da quanto di buono visto in Coppa e nell’esordio di campionato, e quindi necessariamente dai primi sessanta/settanta minuti contro la Spal e dal secondo tempo disputato a Spezia. La squadra è sembrata ancora un ibrido tra le idee di base di Andreazzoli, che Zanetti non ha mai pubblicamente rinnegato, e la forma finale che immagina il tecnico di Valdagno, ma ha trovato momenti di ottimo gioco. La capacità di chiudere l’avversario nella propria metà campo grazie a un asfissiante pressing offensivo, soprattutto nell’ultimo terzo di campo, la propensione all’utilizzo delle vie laterali per arrivare sul fondo e una discreta organizzazione difensiva (evitando, si spera, le occasionali lacune) sono stati i punti di forza azzurri e andranno replicati anche contro la minaccia più difficile da contenere rappresentata dai giocatori viola tecnicamente di livello forse superiore.
Anche a livello di giocatori è complicato che Zanetti possa inventarsi qualche mossa a sorpresa dopo così poche partite. Il tecnico azzurro è sembrato volersi affidare ai calciatori con più esperienza, almeno nell’approccio iniziale delle partite, scelta che dovrebbe assumere ancora più valore in preparazione a un derby. A parte il ballottaggio al centro della difesa tra Ismajli e De Winter, sarà la composizione del tridente a far scendere a cascata le altre tessere del domino: l’esperimento di Bajrami mezzala come nel secondo tempo di Spezia difficilmente troverà spazio dall’inizio e Satriano è apparso ancora lontano dal meritare una chance di titolarità, così appare probabile il ritorno della coppia ancora da costruire Destro-Lammers davanti al trequartista albanese; gli occhi però sono tutti su Cambiaghi, che appare il più pimpante degli attaccanti azzurri in questo momento, ed è atteso anche il debutto in campionato di Baldanzi. Fossero confermate queste sensazioni a centrocampo Marin avrà ancora una volta le chiavi della regia e, con Grassi che deve trovare la migliore condizione, saranno ancora Bandinelli e uno tra Haas e Henderson ad assisterlo in mediana.
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