Gioco
Mister Zanetti e la sua idea di Empoli: «Quando cado, mi rialzo più forte»
Il nuovo tecnico si è presentato: «Ho deciso in un minuto. Spero che Bajrami rimanga, le cose migliori gliele ho viste fare da esterno»»
EMPOLI. Paolo Zanetti vuole lasciare il segno. Lo ha fatto a Venezia, nonostante la retrocessione, e vuole farlo anche a Empoli. «Io sono uno che quando cade si rialza, e di solito mi rialzo più forte. E avvelenato». Queste le prime parole del nuovo tecnico dell’Empoli, presentato ieri alla stampa alla vigilia dell’inizio di una preparazione atletica che sarà necessariamente accelerata (tra un mese è già Coppa Italia).
«A Venezia ho scelto la via più difficile e l’ho fatto anche quest’anno – ha spiegato il tecnico di Valdagno – Col vantaggio che qui conosco l’ambiente e ho tanti amici pronti ad accogliermi con calore».
Si riferisce alla scelta di restare a Venezia dopo la promozione, nonostante diverse offerte di squadre importanti: «Ma avevo dato la mia parola e quella conta».
Si è respirato un bel clima ieri mattina nell’area hospitality del Castellani. Sarebbe strano il contrario, visto che siamo appena all’inizio e tutto deve accadere, ma la sintonia tra tecnico, presidente Corsi e direttore sportivo Accardi sembra granitica.
Zanetti è un tipo alla mano, che dà l’impressione di avere le idee chiare e di essere molto sicuro di sé, nonostante sia il più giovane della Serie A e alla seconda esperienza nella massima serie.
Tra le idee ce n’è una interessante che ci dice qualcosa anche sul mercato. «Spero che Bajrami rimanga – ha detto Zanetti – Le cose migliori gliele ho viste fare da esterno». Questo farebbe pensare che il fantasista albanese possa davvero rimanere in azzurro nonostante tutte le voci e che possa essere impiegato in un tridente. Al momento infatti il sistema di gioco di Zanetti potrebbe essere sintetizzato in un 4-3-?, vale a dire difesa a quattro, tre centrocampisti e davanti vediamo. Probabile che riproponga il 4-3-3 già visto a Venezia, a patto che arrivi o torni un altro esterno (Di Francesco?), senza precludersi il 4-3-1-2 che è il marchio di fabbrica dell’Empoli ormai da tanto tempo.
Perché lo hanno scelto? Perché hanno congedato Andreazzoli che in fin dei conti non aveva fatto male la scorsa stagione? La risposta potrebbe essere racchiusa in una parola: energia. «Zanetti ha contenuti caratteriali e tecnici per darci una mano decisiva in questa stagione – ha spiegato il presidente Fabrizio Corsi – Una stagione che sarà forse la più difficile. Il primo anno c’è l’entusiasmo, il secondo è inevitabile che i calciatori non diano più il 110%. E dunque il motivo principale del cambiamento (in panchina, ndr) è che cercavamo una voce nuova che potesse dare energia ai calciatori, quelli vecchi e quelli nuovi. Con Accardi abbiamo analizzato i numeri e abbiamo capito che si può fare meglio, soprattutto in fase di non possesso. Voglio pensare che abbiamo ancora un margine di crescita».
Dunque a Zanetti verrà chiesto di prendere meno gol, senza snaturare il carattere propositivo della squadra. Una bella impresa. Lui dice che col ds Accardi c’è piena sintonia («Ragioniamo di calcio allo stesso modo») e di aver accettato l’offerta dell’Empoli in un minuto (biennale con l’opzione sul terzo). «Dobbiamo arrivare all’obbiettivo, che è la salvezza – chiarisce – divertendoci e valorizzandoci. Per farlo bisogna essere molto aggressivi, difendere tutti, compresi gli attaccanti, ed essere coraggiosi quando si ha la palla tra i piedi». Questo era il suo Venezia, anche il suo Ascoli versione 2019/20 (quando Corsi ha iniziato a mettere gli occhi su di lui come possibile allenatore). Sarà anche il suo Empoli.
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