Gioco
L'Empoli tira, la Lazio segna e l'ex Sarri spegne il sogno azzurro
Padroni di casa subito in vantaggio con Bandinelli, poi sprecano qualche occasione e i biancocelesti ribaltano il risultato (1-3)
EMPOLI. Il sogno di una notte di mezza estate si è materializzato dopo quattro minuti dall’inizio di Empoli-Lazio ma è diventato un incubo prima della fine del primo tempo e non c’è stato un felice risveglio. Finisce comunque con una sconfitta (1-3) più severa di quanto si è visto in campo il ritorno degli azzurri in Serie A. Perché il bilancio finale parla di un palo, una traversa e almeno quattro altre limpide occasioni per segnare. Non poco, al cospetto del grande ex Sarri e di una squadra che nei pronostici è tra le prime sette del campionato.
Andreazzoli avrà parecchi spunti di riflessione rivedendo quanto fatto dai suoi. Iniziando dal portiere Vicario, che ha sulla coscienza il rigore rivelatosi poi decisivo, e continuando con la scelta di schierare Ricci play basso al posto di Stulac. Il gioiellino ha esordito in Serie A nel giorno del suo ventesimo compleanno. Andreazzoli lo ha scelto perché gli garantiva un maggior dinamismo e una maggiore copertura del campo.
L’inizio è stato scoppiettante e scioccante per gli azzurri. Nei primi sessanta secondi i biancocelesti si sono riversati in attacco come se fosse il 90’ e si dovesse segnare il gol che decide una finale. La difesa azzurra (nuova per tre quarti rispetto all’anno scorso) ha ballato un bel po’, ma appena l’Empoli ha messo la testa fuori si è rivista la squadra che ha dominato la Serie B: accelerazione improvvisa di Bajrami che taglia tutto il campo e serve a Bandinelli la palla che il centrocampista mette di prima alle spalle di Reina.
Non c’è nemmeno il tempo di gioire e arriva la doccia fredda. Felipe Anderson recupera una palla destinata alla linea di fondo e la mette sulla testa di Milinkovic Savic che fulmina Vicario. Colpo pesante, ma gli azzurri anziché traballare si scrollano di dosso le timidezze iniziali e iniziano a macinare gioco. Qui di fatto si decide l’incontro, perché dal 13’ al 25’ l’Empoli costruisce tre palle gol che non riesce a concretizzare, prima con Mancuso che su lancio di Stojanovic anticipa Reina e mette di poco a lato, poi ancora con Mancuso su assist di Bandinelli, poi con lo stesso Bandinelli che coglie il palo a Reina battuto.
Ma siccome la storia, e nemmeno il calcio, non si fa coi se e coi ma, la Lazio si scuote e passa all’incasso. È al bacio la combinazione tra Lazzari e Milinkovic che lancia l’esterno come una lama nel burro della difesa empolese: il terzino volante brucia sul tempo Romagnoli e incrocia alle spalle di Vicario, che in questo caso non può farci molto.
La frittata però la cucina lo stesso Vicario al 40’ quando tutto lo stadio lo sente chiamare a gran voce una palla spiovente, dimenticandosi però di andare a prenderla. Più veloce di lui è Pedro, che lo anticipa e viene steso. Rigore ineccepibile, che quando sul dischetto si presenta Immobile è un po’ come dire gol, e in fatti arriva il 3-1 che di fatto chiude l’incontro.
Eppure gli azzurri hanno il merito di non demoralizzarsi e in almeno due occasioni hanno la possibilità di riaprire la partita, soprattutto al 55’, quando Reina salva su Bandinelli e poi Lucas Leiva salva sulla linea il tiro a botta sicura di Bajrami. La Lazio non fa nulla di particolare se un esercizio di controllo della palla, che consentirà di portare a casa i tre punti. C’è ancora il tempo per un parziale riscatto di Vicario al 63’ che anticipa il subentrato Luis Alberto (tenuto in panca nel primo tempo da Sarri a scopo educativo) e per un erroraccio di Romagnoli al 74’. L’ultimo ad arrendersi è Nedim Bajrami, che al 91’ ha ancora la forza di inventarsi un diagonale che supera Reina e incoccia la traversa.
Millecinquecento laziali fanno festa in curva e gli azzurri raccolgono comunque gli applausi di una Maratona più sguarnita di quanto impongano le restrizioni Covid. Questo 3-1 non è una bocciatura, è il prezzo alto che si paga all’inesperienza di tanti giocatori che hanno visto per la prima volta la Serie A, ma hanno i mezzi per fare bene.
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