Gioco
Il conto lo paga il tecnico, ma la svolta non sempre funziona
Iachini e Gattuso le due facce della medaglia: viola rifiorita ma la crisi del Napoli per ora sembra non avere argini
Una delle leggi non scritte del calcio vuole che, quando le cose non girano, il conto lo paghi sempre e comunque l'allenatore. Eppure la soluzione non sempre è così semplice.
Basta pensare al Brescia, già tornato sui suoi passi (da Corini a Grosso da Grosso a Corini), al Genoa (da Andreazzoli fino a Nicola passando per Thiago Motta) e a quasi tutte quelle che lo hanno fatto in Serie B. L'anticipo di sabato scorso al San Paolo, Napoli-Fiorentina, ha però messo in luce entrambe le facce della medaglia,
Da una parte i viola, che passando da Montella a Iachini hanno portato a casa 7 punti in 3 gare, rischiando l'en plein visto che a Bologna il gol dell'1-1 degli emiliani è arrivato sui titoli di coda e mettendoci pure in mezzo un non banale acuto in Coppa Italia con l'Atalanta delle meraviglie. E' presto per cantar vittoria, è vero, ma intanto l'Europa è più vicina di quanto non sia la zona rossa. Cioè la situazione opposta rispetto a quando Comisso ha deciso di cambiare. Dall'altra, però, c'è un Napoli che va di male in peggio.
Gattuso, subentrato ad Ancelotti, ha sbancato Sassuolo e perso il resto delle partite giocate. Ma è difficile indicare Ringhio come il colpevole. E, soprattutto, non corretto. La crisi dei partenopei, infatti, era iniziata ben prima. Il Napoli lo scorso 29 settembre, batteva il Brescia 2-1 al San Paolo, faticando ma arrivando a quota 12 in classifica dopo sei giornate: piena zona Champions. Metà dei punti conquistati in questa stagione sono arrivati a settembre. Da ottobre a poco più di metà gennaio, ne sono arrivati altrettanti: con 2 soli successi, contro Verona (l'ultimo al San Paolo) e Sassuolo (in pieno recupero), poi 6 pari ed altrettante gare perse. Pare che De Laurentiis, sabato, volesse richiamare Ancelotti, che però nel frattempo ha già preso possesso della sua nuova casa che si chiama Everton. Poi c'è stato uno strano ritiro durato un giorno,
Se si dovesse andare verso un altro cambio di timoniere, insomma, davvero cambierebbe molto?
Fra gli esempi positivi, invece, non va dimenticare l'Udinese, che però ha scelto la via interna: Gotti era il vice di Tudor. E il Milan? Segnali di risveglio ora ce ne sono, è vero, ma la sensazione è che siano dettati più dall'impatto sul gruppo del ritorno di Ibra che dall'avvicendamento, peraltro già datato, tra Giampaolo e Pioli,
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