Italia
Quando il campione diventa un peso
Da CR7 a Chiesa passando per Manolas: gli esempi dei più attesi confermano che il calcio non è una scienza esatta
Non è una scienza esatta, il calcio. Non lo è mai stata e mai lo sarà. Certo i numeri, le tecnologie hanno un ruolo sempre più importante (dalle preparazioni fisiche studiate nei minimi dettagli ai droni che volano sui campi di alllenamento), ma quella parte di imponederabile che rende tremendamente bello questo sport, per fortuna c'è ancora. E pesa. Pesa assai.
Succede, così, che il campione - ovvero quello che dovrebbe spostare l'equilibrio - diventi un peso. Ci sono esempi eclatanti, oggi. A partire dal campione per antonomasia, Cristiano Ronaldo. Che, attualmente, alla Juve di Sarri sta più togliendo che dando. Fatica, CR7, mentre Dybala e Higuain volano. Due che, in estate, erano in partenza e sono rimasti solo perché loro sono voluti rimanere. Strano, no?
Ma c'è anche chi probabilmente di rimanere ne aveva poca voglia, come Chiesa. Che a Firenze è diventato così ingombrante da essere un peso anche e soprattutto quando non gioca. Sabato, coi viola che si facevano uccellare dal Lecce, le telecamere hanno inquadrato più spesso lui in tribuna che i compagni in campo. Nel frattempo un ragazzo cresciuto nel vivaio e sbocciato in Serie B, Castrovilli, sta facendo cose pazzesche...
A completare il quadro, poi, c'è anche chi in estate ha davvero cambiato maglia, venendo presentato come un acquisto azzeccato che più azzeccato non si può. Tipo Manolas, tanto per non fare nomi. Passato dalla Roma al Napoli per formare la "coppia difensiva più forte d'Italia", come veniva descritta da molti addetti ai lavori, con Koulibaly. E invece per ora sembrano due solisti e il repartto di Ancelotti fatica. Rimpiange Albiol e si gode un ragazzo, Di Lorenzo, che prima di imporsi a Empoli giocaca in C nel Matera.
E no, il calcio non è una scienza esatta. Ed è il suo bello.
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