Sicurezza
La Fiorentina e i dolori del giovane Chiesa
Dal tira e molla dell'estate, iniziato con l'avvento di Comisso, al giallo dell'esclusione di Verona che riporta in primo piano un caso a cui sembra legato il futuro viola
Rimettere la chiesa al centro del villaggio. Anzi, rimetterci... Chiesa. E' un imperativo per la Fiorentina che solo attraverso il ritorno ad alti livelli del suo gioiello può uscire da un momento di appannamento che dura da un po' e che è culminato con lo schiaffo di Verona e l'esclusione del talento fatto in casa.
Un'esclusione che ha fatto rumore. Quasi come quelle di CR7. Solo che Sarri sembra aver trovato la formula, o almeno così indicano i risultati, Montella no. Il tecnico, a fine gara, ha lasciato intendere di problemi più mentlali che fisici, il ds Pradè il contrario. Secondo il sito Calciomercato.com sarebbe stato lo stesso Chiesa a chiedere di non giocare.
L'unica certezza, ad oggi, è che Firenze paga il conto. Di una situazione difficile, complicata, delicata. Che è tale dall'estate, in realtà. Perché Chiesa aveva già la valigia pronta (e, si dice, anche una promessa in tal senso del patron Dellla Valle). Poi, però, è arrivato il ciclone Comisso. Che ha portato entusiasmo (della piazza) e la promessa (del club) mantenuta di non cedere il pezzo pregiato della vetrina. Come se Chiesa fosse prigioniero della Fiorentina e la Fiorentina prigioniera di Chiesa. Ad oggi, infatti, il braccio di ferro estivo non presenta vincitori ma solo vinti.
In alcuni momenti, è vero, i pezzi sembravano poter andare al posto con il ricorso al 3-5-2 di Montellla disegnato proprio su Chiesa e Ribery là davanti. Una tregua che, oggi, sembra essere durata il giusto. Con il mercato di gennaio ormai dietro l'angolo e il quesito che torna più forte (e spinoso) di prima: resistere o cedere Chiesa? Nella risposta c'è anche il futuro prossimo della Fiorentina. Squadra che, al momento, di certo non brilla ma che continua a mostrare un potenziale intrigrante (Castrovilli ormai è una certezza, Vlahovic e Sottil talenti da far sbocciare...). Nel frattempo, però, i dolori del giovane Chiesa sono diventati quelli di una squadra e di un popolo, quello viola, che merita se non altro chiarezza e certezze.
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