Il Tirreno

Empoli

Quella volta che Buffon placò l'ira di Sarri

David Biuzzi
Una delle prodezze di Buffon in Juventus-Empoli del 2015
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Una delle prodezze di Buffon in Juventus-Empoli del 2015

L'episodio alla fine del primo tempo di un Juventus-Empoli del 2015 racconta come e quanto può essere utile il ritorno del portiere in bianconero

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Saranno dalla stessa parte, stavolta, Maurizio Sarri e Gianluigi Buffon. Toscani di... Juventus, con l'allenatore che arriva e il portierone che torna.

Per, è stato detto, dare una mano al suo allenatore nello spogliatoio. E potrebbe non essere il solito modo di dire. Perché la loro prima volta insieme, allo Stadium, andò più in meno proprio in questo modo. Era l'aprile del 2015, coi bianconeri di Allegri avviati verso il tricolore, tanto per cambiare, e i neopromossi azzurri che si stavano facendo strada non solo verso la salvezza, che sarebbe arrivata giusto un mese dopo, ma anche conoscere per la qualità del loro calcio e la loro voglia di essere propositivi sempre e comunque.

Si iniziava a parlare di Sarri, insomma. E di lì a poco il presidente Corsi avrebbe coniato il termine "Sarrismo". E, in effetti, anche in casa dei bianconeri l'Empoli quella partita se la giocò e se la giocò pure bene. La perse 2-0, alla fine, punito al di là dei propri demeriti da un episodio controverso sui titoli di coda del primo tempo. Da un constrato in area tra Rugani, che vestiva la maglia azzurra, e un avversario la palla schizza verso il portiere ospite Sepe. Non ci sarebbe niente ma l'arbitro Giacomelli decide che trattasi di retropassaggio volontario e assegna la punizione a due in area ai campioni d'Italia. Il Var non c'è, non ancora, e Carlitos Tevez ringrazia scaricandola in fondo al sacco.

Finisce il primo tempo, di lì a poco, e a Sarri quella punizione non è ancora andata giù. Entra in campo per protestare con Giacomelli, il tecnico, e arriva anche al contatto ravvicinato con qualche bianconero. Con Chiellini volano parole, recriproche accuse, ma prima che si vada oltre sulla scena irrompe Buffon. Il portiere abbraccia Sarri, lo porta via e lo calma: "State giocando bene mister, non se la prenda" pare avergli detto. Di sicuro, al netto delle parole scelte, l'intervento funziona. Sarri viene comunque espulso per le proteste, mentre Buffon resta in campo e nella ripresa salva la Juve prima del raddoppio, a tempo scaduto, di Pereyra.

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