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Empoli

Klopp e Sarri: la storia dei "perdenti di successo" che si sono presi l'Europa

David Biuzzi
Maurizio Sarri alza al cielo l'Europa League
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Maurizio Sarri alza al cielo l'Europa League

Dentro le loro imprese anche un calcio ai luoghi comuni e alle etichetti. E pensare che c'è chi in passato li ha scartati... per il look

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In comune hanno diverse cose: sono allenatori di calcio, sono bravi, in panchina ci vanno sempre in tuta. Fino alla scorsa settimana c'era anche un'altra cosa che accomumava Jurgen Klopp e Maurizio Sarri. Un'etichetta scomoda, antipatica, che si erano trovati appiccicato addosso: perdenti di successo.

Già, così li chiamavano. Ora, però, quei due perdenti si successo si sono presi l'Europa. Il tedesco alzando al cielo la Champions League con il suo Liverpool, l'italiano conquistando l'Europa League con il Chelsea. Eppure le loro storie professionali erano già piene di successi. Il tecnico dei Reds aveva portato il Mainz in Bundesliga, poi vinta due volte col Borussia Dortmund. Il suo palmares parla, ora, di 12 finali di cui 4 (quella di Madrid inclusa) vinte. Aveva perso le ultime 6, è vero, ma lui se le era giocate. Mica poco. Se poi i tuoi avversari si chiamano Bayern Monaco o Real Madrid, e magari il tuo portiere ne combina un paio di quelle clamorose, è ancora più difficile.

L'allenatore napoletano di nascita ma toscano vero, invece, in tutte le categorie inferiori (dalla Seconda alla Serie B) ha sempre trionfato. Costruendosi passo dopo passo una carriera incredibile. Quando è arrivato ai piani alti, poi, ha sbattuto contro quella Juventus che ora potrebbe andare a guidare, ma con punteggi da record e tenendo aperta la lotta per lo scudetto molto più di quanto la logica (e il valore delle forze in campo...) facesse pensare. Cosa che in Italia, non a caso, non è avvenuta quest'anno...

Insomma, ci voleva poco per capire che i luoghi comuni non bastavano a coprire il valore di due allenatori bravi, molto bravi. Che stanno piano piano contaminando (in senso positivo) anche la loro idea di calcio ma senza rinunciare a regalare al pubblico uno spettacolo che li conquisti, che li trrascini. Badando sempre poco alla forme. E pagandone anche il prezzo. Klopp, ad esempio, venne scartato dall'Amburgo, anni fa, perché all'incontro decisivo si presentò in felpa sportiva e jeans strappati; Sarri doveva andare al Milan dopo l'exploit di Empoli (fortemente voluto da Galliani) ma a Berlusconi non piacque il fatto che andasse sempre in panchina con la tuta. 

Ma le loro storie, appunto, raccontano e insegnano che non sempre l'abito fa il monaco, anche quando di mezzo c'è un pallone che rotola. Altro luogo comunque da mettere in soffitta, come quella storia dei perdenti di successo che oggi fa molto sorridere.

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di Redazione web