Gioco
La spedizione dei mille per stare accanto all’Empoli
David Biuzzi
La sfida decisiva accende il popolo azzurro: in tantissimi domani sera a San Siro. Già pronti 13 pullman e l’Unione club ne cerca altri per soddisfare le richieste
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EMPOLI. Comunque vada a finire questo pazzesco finale di stagione sarà ricordato a lungo. Tra le tante cose strane che stanno succedendo, infatti, c’è anche e soprattutto quello di un amore, l’amore del popolo azzurro, tornato ai massimi livelli.
I segnali
Le prime prove tangibili, concrete erano già arrivate: in 450 a Genova per la sfida con la Samp, in centinaia al Sussidiario per incitare la squadra durante l’allenamento di rifinitura prima del match col Toro, il Castellani gremito di calore e colore proprio per la gara coi granata. E, ora, un altro atto di fede, d’amore. In mille, forse anche qualcosa di più, di domenica sera a San Siro per la sfida decisiva contro l’Inter. Un viaggio della speranza di oltre 350 chilometri, lungo 4 ore, per essere vicini alla truppa di Aurelio Andreazzoli e per aiutarla a superare l’ultimo ostacolo. Una spedizione di mille e più (la quota è stata superata ieri pomeriggio) tifosi azzurri fra i circa 80.000 di San Siro: letta così sembra la classica goccia nell’oceano. E invece no. È un segnale forte, importante: Empoli c’è, al fianco dell’Empoli. E il suo sogno vuole proteggerlo, fino alla fine.
Caccia ai pullman
Così in questi giorni la sede dell’Unione club azzurri è in piena attività. Il presidente Athos Bagnoli e tutti gli altri (volontari che, vale la pena ricordarlo, prestano il loro tempo alla causa azzurra...) sono indaffaratissimi a stampare biglietti e, soprattutto, cercare i pullman. Che, in pochi giorni, sono più che raddoppiati. Erano 5 a metà settimana, sono già 13 (con gli sponsor dell’Empoli che hanno coperto parte delle spese). Sono pieni e... non bastano. «Le richieste sono tante – ammette proprio Bagnoli, fra una della telefonata a un’altra proprio per trovare i bus – tantissime se si considera che la partita si gioca di domenica sera. Vogliamo accontentare tutti. Non è facile ma ci proviamo». Già, non è facile ma ci proviamo: altro discorso che unisce il popolo azzurro all’Empoli.
Altra aria
Un'aria decisamente diversa rispetto a 2 anni fa, quando la squadra andò a giocarsi la stagione, buttandola via, in casa del retrocesso Palermo in una sfida sulla carta molto più facile, ma con un ambiente attorno decisamente diverso. Praticamente all’opposto. «L’ambiente è elettrizato – conferma il presidente Fabrizio Corsi – lo sentiamo anche noi, lo respiriamo da giorni. Empoli sta vivendo questa partita come un’occasione. E, come sempre, lo sta facendo con l'attaccamento, la passione e anche la giusta misura che contraddistingue da sempre il nostro ambiente». Un ambiente che, spesso, ha colmato quella sottile differenza che esiste tra la vittoria e la sconfitta. E che ora prova a farlo di nuovo. «Il popolo azzurro ha davvero fatto tutto il possibile per accompagnare la squadra nel migliore dei modi alla partita in casa dell’Inter – prosegue il massimo dirigente – per portarci verso un traguardo che per noi vale come uno scudetto». Empoli con l’Empoli, insomma. E non è certo la preima volta... «Non è neanche la prima volta che arriviamo a giocarci la salvezza all’ultima giornata – ricorda Corsi – ma davvero questa ha un sapore speciale. Fa strano, ad esempio, che piazza come quelle di Fiorentina, Genoa ma anche la stessa Inter in questo momento abbiano quasi timore di noi. È anche uno stimolo, però, per andare a San Siro a presentare il nostro biglietto da visita e dare ancora una volta il meglio di noi».
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