Il Tirreno

Empoli

RIPARTENZA

L'Europa del pallone parla inglese, ma non in panchina

David Biuzzi
Jurgen Klopp, il tecnico tedesco del Liverpool
◗
Jurgen Klopp, il tecnico tedesco del Liverpool

Quattro squadre a contendersi le due finali, quattro allenatori stranieri protagonisti: il calcio torna a casa ma è una casa che si è arricchita aprendo le sue porte 

2 MINUTI DI LETTURA





Dicono che il calcio è tornato a casa, gli inglesi. Ma se fosse una barzelletta questa storia inizierebbe in un altro modo: c'erano un tedesco, un argentino, uno spagnolo e un italiano... Sull'isola, insomma, sicuramente porteranno le due coppe continentali, perché le finali sono tutte e due roba loro: Liverpool e Tottenham a giocarsi la Champions, Arsenal e Chelsea a contendersi l'Europa League. Niente male per chi vanta di averlo inventato, il calcio. Ma c'è un però.

Anzi, ce ne sono 4. E sono gli allenatori delle finaliste: Jurgen Klopp, Mauricio Pochettino, Unai Emery e Maurizio Sarri. Nessun inglese. Un dato che forse aiuta a capire perché l'Inghilterra, intesa come Nazionale, vince assai poco. Certo, il concentramento di giocatori stranieri nelle fantastiche quattro d'Europa vale forse anche di più, ma il discorso relativo agli allenatori non passa e non può passare in secondo piano.

E non può essere un caso. Perché è vero che il calcio moderno è nato in Inghilterra intorno al 1700 (e infatti proprio in Inghilterra, a Cambridge, nacque la prima squadra nel 1846, mentre nel 1863 se ne contavano già 11 e fu fondata la prima Football Association) ma il calcio storico di Firenze, per esempio, risale addirittura al Rinascimento (27 contro 27). E, soprattutto, aprire le porte aiuta. La Premier League è il campionato più ricco del mondo, altro dato che ha un peso specifico fondamentale, ma quasi sempre incorona italiani (Ranieri e Conte) o spagnoli (di Pep Guardiola gli ultimi due titoli) e l'evoluzione del calcio inglese passa dalla visione tattica dei tecnici che arrivano da fuori. E' rimasto il grande ritmo, carta vincente, ma il tradizionale lancio lungo a cercare la punta o il primo rimbalzo (che pure è stato determinante per Pochettino nel ritorno con l'Ajax) è ormai merce rara.

Altre scuole di pensiero, su tutte quelle italiana e spagnola, hanno riempito di contenuto il calcio d'oltre Manica. E quei contenuti aggiunti, insieme a quello che di buono già c'era, ora stanno facendo la differenza. Il calcio è tornato a casa, insomma, perché in quella casa è entrato molto altro.

Così Liverpool-Tottenham (1 giugno al Wanda Metropolitano di Madrid) e Arsenal-Chelsea (29 maggio all'Olimoico di Baku) non sono un discorso solo inglese. Già, perché c'erano una volta un tedesco, un argentino, uno spagnolo e un italiano... 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web