Gioco
Fiorentina anno zero, serve un nuovo rinascimento del pallone
La classifica piange, il pubblico protesta. Della Valle o non Della Valle c'è da riaccendere la viola e il suo popolo
A 270 minuti dalla fine del campionato la Fiorentina non è ancora salva. Certo, calendari e classifica alla mano sembra lontana anni luce da qualsiasi pericolo, ma numeri alla mano ha bisogno ancora di 1 punto. Sintesi estrema, sia chiaro, ma anche una foto spietata della stagione dei viola.
Doveva e poteva essere il campionato della rinascita gigliata, ma all'appuntamento la squadra non ci è mai arrivata. E ora la misura sembra colma. Sembra esaurita, cioè, la pazienza della piazza nei confronti di una società, quella dei Della Valle, che da anni viene accusata da disimpegno, di non fare gli investimenti necessari per riportare la Fiorentina nelle zone nobili del nostro calcio.
Con il risultato che al Castellani di Empoli le sconfitte sono state due: quella sul campo, maturata per il gol di Farias e le straordinario parate di Dragowski (il cui cartellino, ironia della sorte, è proprio della Fiorentina) e quella sulle tribune. Nel settore ospiti, infatti, i tifosi viola erano poco più di 300. Considerata la distanza fra le due città, poco più di 20 chilometri, davvero pochi. Certo il clima faceva pensare più al derby di Reykjavik che a quello dell'Arno, ma a spegnere l'entusiasmo di una delle piazze più appassionate d'Italia non è stata la giornata... islandese quanto proprio l'andamento di una stagione ricca di pareggi che ultimamente sono diventate sconfitte.
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Non a caso, chi c'era, ha contestato proprietà e direttore sportivo (Corvino) dall'inizio alla fine. Producendosi in qualche coro contro i padroni di casa, che hanno risposto con l'ironico striscione "Della Valle uno di voi", senza mai toccare giocatori e tecnico.
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La situazione ambientale, però, sta pesando è molto proprio sulla squadra. Non a caso a fine derby il tecnico Montella ha parlato di "difficoltà emotive" dei suoi giovanotti. Un cane che si morde la coda, insomma. Con l'unica via possibile dettata... dal calendario. Manca poco alla fine e, vada come vada, Firenze e la Fiorentina dovranno archiviare un'altra stagione magra, con più ombre che luci. Il bello del calcio, però, è che c'è sempre un'altra partita o, in questo caso, un altro campionato.
Sarà un altro anno zero, vicino a Palazzo Vecchio, con la speranza che arrivi un nuovo rinascimento del pallone. Lo merita Firenze. E, questo obiettivo, deve essere il punto fermo di chi avrà la responsabilità di allestire la squadra che verrà. Non toccherà a Corvino, secondo le voci già esautorato dal suo club, ma forse alla stessa proprietà. Della Valle o non Della Valle, però, l'importante è riaccendere il popolo viola.
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