Attenzione
CR7 logora... chi non ce l'ha
Gol e non solo: l'effetto Ronaldo trascina la vendita di magliette (per la Juve) e biglietti (per tutti). E mentre chi lo ha perso arranca, chi gli sta accanto diventa grande
Lo hanno definito l'affare del secolo, la scorsa estate. Una delle tante iperboli che, ai tempi di social e pay tv, accompagnano il pallone che rotola. Eppure l'impatto di Cristiano Ronaldo sulla Juve, e non solo, un po' asseconda quella definizione.
Il mostro, il marziano, il fenomeno, insomma CR7 di cose importanti ne ha fatte. Eccome. Ha segnato 19 gol in campionato, con un impatto devastante. Si era preso il lusso di fare poco o niente in Champions League finché il gioco non si è fatto duro. Cioè finché i bianconeri non si sono trovati sull'orlo del baratro. Poi ha preso la palla, come fanno quelli forti, e ha rifilato tre sberle all'Atletico Madrid. "Mi hanno preso per questo", ha detto poi a fine partita.
Già, lo hanno preso per questo. Per metterci una pezza e inseguire il sogno Champions. Ma, come detto, l'effetto CR7 è anche altro. Come quel +81% messo a bilancio dalla Juve nel primo semestre alla voce "ricavi da vendite di prodotti a licenza". Che, tradotto, significa magliette vendute. Quelle con il numero 7 e la scritta Ronaldo sopra, insomma.
Gol e soldi, dunque. Ma non è finita. Il resto è quella parte non quantificabile ma altrettanto importante: CR7 trascina anche chi gli sta accanto. E, in questo caso, ci hanno guadagnato tutti. Anche gli avversari, perché avere uno così allo stadio significa sold out, incassi record. Ma soprattutto i compagni. Perché un ragazzo come Kean segna in Nazionale e poi racconta di essere cresciuto tanto allenandosi accanto al portoghese, perché Bernardeschi ora è capace di dare strappi che spaccano partite e, soprattutto, avversari (come nell'azione del rigore guadagnato proprio contro l'Atletico Madrid). Giovani, questi, che sono il presente e il futuro non solo dalla Juventus ma anche dell'Italia.
L'altra faccia della medaglia, invece, è rappresentana da chi Ronaldo lo ha perso. Ovvero il Real Madrid, inguaiato in una delle crisi più nere della sua gloriosa storia. CR7, insomma, è come la visione del potere di Giulio Andreotti: logora chi non ce l'ha...
Forse non sarà stato l'affare del secolo, dunque, ma di sicuro è stato un affare.
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