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Empoli, la fiducia e... la mamma: così la forza di Acquah è tornata incontenibile

David Biuzzi
Empoli, la fiducia e... la mamma: così la forza di Acquah è tornata incontenibile

Ma la gioia per il primo gol in azzurro è durata poco: è morto il papà del giocatore

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EMPOLI. Inseguito per tutta l’estate, atteso per buona parte dell’inverno. Ma ora che la primavera non è poi tanto lontana, e soprattutto il pomeriggio di domenica ne è stato un assaggio, Ebenezer Afriyie Acquah può davvero essere sbocciato.

L’interno ritrovato

Strana storia, quella in azzurro del centrocampista ghanese. Per tutta l’estate i direttori Riccardo Pecini e Pietro Accardi lo hanno corteggiato e trattato. Col Torino, che all’inizio voleva prendersi Rade Krunic. Con il giocatore stesso, che aveva messo la Premier League in cima ai suoi pensieri. Un mezzo intrigo, insomma. Risolto solo sul filo di lana, con Acquah che arriva proprio sulla chiusura delle trattative e che debutta, in grande stile, nella prima di campionato con il Cagliari. È una forza della natura, il ragazzo di Accra. Corre, contrasta, spacca. Sembra l’uomo giusto, cioè, per mettere muscoli e fisicità nel centrocampo tutto tecnico dell’Empoli di Aurelio Andreazzoli. Al buon avvio di stagione, però, non fa seguito un cammino lineare. Acquah alterna prestazioni discrete ad altre in cui risulta spreciso, poco attento. Piazza qualche spunto notevole in qua e la, memorabile quello che innesca l’azione del gol di Caputo alla Juventus, ma la continuità non è fra i suoi pregi. Né dell’Empoli. Che arranca, cambia passando da Andreazzoli a Iachini e per Acquah c’è sempre meno posto. Complice l’esplosione del gioiellino Hamed Junior Traore, il classe 2000 che incanta, il ghanese perdere complessivamente spazio e, probabilmente, anche fiducia. Non è più titolare, non è più neanche il primo cambio.

La fiducia

A non perdere fiducia in Acquah, invece, sono soprattutto i direttori che tanto lo hanno inseguito. La rivoluzione del mercato di gennaio, infatti, non lo tocca in nessun modo. È considerato ancora un elemento unico per caratteristiche - tecniche e fisiche - e dunque importantissimo. Nelle prime uscite del 2019, così, Acquah torna a vedere il campo. Qualche spezzone, niente di più, ma è abbastanza per riportarlo saldamente dentro il progetto. Così la flessione, probabilmente fisiologica, di Traore lo riporta dentro dall’inizio. Nel momento più delicato. Nella partita contro il Sassuolo che può e deve rappresentare la svolta. E Acquah diventa improvvisamente l’uomo giusto al momento giusto. E anche nel posto giusto, perché nel 3-5-2 di Iachini diventa non il valore aggiunto ma uno dei valori aggiunti. Lì nel mezzo, infatti, con Krunic e Bennacer (anche loro super), domina la scena. Certo, lascia il palleggio al Sassuolo come da piano programmato, ma è bravo a contrastare e ripartire. Prendendo alle spalle Locatelli e imperversando a destra in coppia con Di Lorenzo. Funziona, la catena, e funziona Acquah. Che, al minuto numero 37, si materializza nel cuore dell’area neroverde a spingere alle spalle di Consigli la palla (d’oro) messa dentro da Farias.

Il segreto

Ed esplode la festa. Di Acquah, che esprime la sua gioia danzando insieme a Di Lorenzo, e degli azzurri tutti. La rete, in pratica, certifica il ritorno al successo. E anche il ritorno del centrocampista ghanese. Sperando che, come l’Empoli, ora non smarrisca più la strada. Magari continuando a sfruttare l’arma segreta che c’è dietro al suo exploit. E che lo stesso giocatore svela, qualche ora dopo, con un post sul proprio profilo Twitter. Ad ammirarlo direttamente dalle tribune del Castellani, infatti, c’era la mamma, Ama Kwaadu (in compagnia dell’agente Oliver Arthur. E proprio alla mamma Acquah dedica la sua prima rete con la maglia dell’Empoli. Insomma, puoi essere pure un ragazzone, 180 centimetri di altezza per più di 70 chili di peso, di 27 anni compiuti da poco più di un mese, ma alla resa dei conti la mamma è sempre la mamma...

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Il lutto

La gioia per il primo gol in azzurro, la dedica alla mamma arrivata fino al Castellani per vederlo all’opera. Ma per Afriyie Acquah, purtroppo, la gioia è durata davvero molto poco. Mentre dalle parti di Empoli accadevano solo cose belle, infatti, in Ghana è venuto a mancare il papà del centrocampista azzurro, Alfred Baah Yeboah. L’uomo, 62 anni, è morto per una malattia che cui stava combattendo da un po’ di tempo. «Le cose non stavano migliorando, quindi aveva programmato di trasferirlo al Komfo Anokye Teaching Hospital, poi mi hanno chiamato per dirmi che nostro padre non c’era più», ha raccontato il fratello del giocatore, Leslie Acquah, al portale Ghanasoccernet.com.

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