Gioco
Si presenta il piccolo esercito dei nuovi azzurri e sull’Empoli arriva una ventata di positività
Motivazioni e spirito per tutti. E Farias promette di farsi perdonare quel gol (pesante) segnato a Provedel 15 giorni fa
Più di metà squadra, un terzo di un’intera rosa. Un piccolo esercito, insomma. Un piccolo esercito di nuovi acquisti, che l’Empoli presenta proprio come li ha presi: in rapida successione. Sì, succede anche questo, per gli azzurri, in una stagione strana, complicata e anche un po’ confusionaria. Capita, cioè, che in sala stampa si alternino, su tre turni, prima Diego Farias e Marko Pajac; quindi Kevin Diks, Filippo Perucchini e Cristian Dell’Orco; infine Dimitri Oberlin e Dimitrios Nikolaou. In totale sono 7, come i vizi capitali. Una carrellata di facce, sorrisi e i soliti buoni propositi. Ma, almeno stavolta, anche e soprattutto un carico di energia positiva di cui probabilmente c’era bisogno.
Gli ex Cagliari
A cominciare, in rigoroso ordine di apparizione, dai due prelevati dal Cagliari. «Io e gli altri siamo stati accolti bene da un gruppo che sembra ottimo», spiega Farias che solo 15 giorni fa (il 0 gennaio) castigava i suoi attuali compagni firmando, nel recupero, il definitivo 2-2 di Cagliari-Empoli. «In molti me lo hanno fatto notare – aggiunge sorridendo – ma ho fatto il mio lavoro. Come ora farò per l’Empoli, cercando di farne molti, di gol. Quei 2 punti persi pesano? Ce ne sono molti altri a disposizione e, soprattutto, ci sono le basi per fare bene e salvarsi. La trattativa? Volevo cambiare e quando l’Empoli mi ha chiamato è stato tutto molto veloce. È l’ambiente giusto per me. Il debutto col Chievo? Ero qui da neanche due giorni. Posso e devo fare molto di più e molto meglio. Già dalle prossime uscite vedrete un altro giocatore». E ci sarà modo di vedere anche Pajac, uno dei tanti mancini approdati alla corte di Iachini nel mercato di riparazione-rivoluzione. «Posso giocare sulla fascia o interno – dice il croato – l’importante è ripagare la fiducia che mi verrà data. Sono qui per dare il mio contributo a un ottimo gruppo. La Lazio dietro l’angolo? Dobbiamo guardare e pensare solo a noi stessi. Questa realtà si merita la A ed ha tutto per restarci».
Gli “Affamati”
Concetto sposato anche dal secondo gruppo, in questo caso un terzetto, della pattuglia dei nuovi. Che oltre alla presentazione sembrano accomunati pure... dalla fame. Da motivazioni diverse ma comunque forti, particolari. «A causa di un infortunio – racconta dell’Orco, già con Iachini al Sassuolo – mi sono trovato chiuso in Emilia e sono qui per riprendermi il mio spazio. Ho spinto per questa soluzione e mi sento pronto. Le mie caratteristiche? Posso giocare da esterno, da centrale, da terzino. Deciderà il tecnico, io spero solo di dare un contributo. Se l’Empoli è già la squadra che vuole il mister? Forse non del tutto, ma siamo già a buon punto. E miglioreremo ancora perché lui è uno che non molla mai». Proprio come Perucchini, arrivato in azzurro sugli sviluppi di una strana situazione innescata dall’autogol di Palermo-Ascoli, del dicembre scorso. «Se ci ripenso – ricorda – non so neanche io cosa volessi fare. È stato un errore come no ho fatti altri. Ma dal giorno dopo ho pensato solo ad andare avanti e sono contento di essere qui. Ho trovato un gruppo sano, che ha tanta fame cercherò di ripagare la fiducia». Come Diks, arrivato da Firenze nell’ambito dell’affare Rasmussen in prestito biennale. «Quando sono arrivato in Italia avevo 20 anni e non è stato facile – racconta l’esterno destro olandese – l’anno scorso al Feyenoord ha giocato in Eredivisie e Champions League. Sono cresciuto e mi sento pronto. E sono nel posto giusto. Prima di venire ho parlato con Saponara che mi detto solo cose belle. Ora tocca a me, ma i presupposti sono eccellenti».
Quelli della Champions
Come per gli ultimi due a salire sul banco (dei presentati). Nikolaou e Oberlin. Giovani, come Diks, che proprio come l’olandese hanno già assaporato la Champions (rispettivamente con Olympiakos e Basilea). «Sono qui per lavorare sodo e migliorarmi giorno dopo giorno – spiega il greco – è una grande occasione per me perché sono un difensore e arrivo nella terra dei grandi difensori. Le mie caratteristiche? Non mi piace raccontarmi, spero di farle vedere al più presto sul campo. Posso dire che combatto dall’inizio alla fine e che sono contento solo se la mia squadra vince senza prendere gol». Proprio quelli che vuole segnare Oberlin. «È uno degli aspetti che devo migliorare. E ora posso farlo in Serie A, uno dei campionati più importanti del mondo, magari sfruttando la mia velocità. Volevo l’Italia e non ci ho pensato due volte, per me è una grande occasione di crescita, e sono felice di essere a Empoli. Ho trovato una squadra con grande qualità e una città a misura d’uomo. Sarebbe stato più complicato arrivare in una metropoli, e una piazza dove i giovani hanno tutto per consacrarsi». —
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