Lutto
Le certezze dei due direttori: «L’Empoli ora è più forte»
Il bilancio del mercato del ds Accardi e del dg Pecini: «Siamo andati incontro a Iachini, ha la nostra totale fiducia»
EMPOLI. Dal mercato di riparazione a quello di... rivoluzione. Quella compiuta dall’Empoli con 8 acquisti, forse 9, e 11 cessioni (comprese le 2 per giugno). Al netto dei giudizi del campo, insomma, nessuno potrà accusare il dg Riccardo Pecini e il ds Pietro Accardi di essere stati con le mani in mano. E proprio loro, i direttori azzurri, hanno provato a mettere ordine ai giorni (convulsi) che hanno portato alla partita (confusionaria) col Chievo. «È una strategia nata dal cambiamento nato dopo l'avvicendamento in panchina – spiega Accardi – questo ero un gruppo nato per giocare col 4-3-1-2 e le sue varianti, poi le esigenze tattiche sono cambiate e pensiamo di essere andati incontro a quelle nuove prendendo giocatori duttili».
Il messaggio è subito chiaro, insomma: è stato un mercato, quello dell’Empoli, a misura di Iachini. «Che è il nostro allenatore oggi e lo sarà domani – taglia corto il ds – abbiamo fiducia in lui, che è lo stesso tecnico che ci ha fatto fare 10 punti nelle sue prime 4 uscite, e lo sosteniamo completamente». Nonostante le ultime due prove complicate, insomma, Iachini non è in discussione e c’è la certezza di aver aumentato le armi a disposizione del tecnico. «L’idea di fondo era quella di toccare il meno possibile il gruppo dei titolari – sottolinea Pecini – ma aumentare e migliorare le alternative. Pensiamo di esserci riusciti. Che l’Empoli esca rafforzato da questo mercato. Il Bologna a -1? Non abbiamo mai pensato di poterci salvare con 18 punti...».
Gruppo base quasi indenne, dunque, salvo la cessione di Zajc. «È stato un’occasione – racconta Accardi – per la società e per lui. Cederlo non era un obbligo finanziario. Potevamo comunque fare mercato. Ma abbiamo pensato di coglierla perché nel nostro attuale disegno tattico il trequartista è un po’ sacrificato e Miha, che ci ha dato tantissimo l’anno scorso come in questo avvio di stagione, correva il rischio di interrompere il suo percorso di crescita».
Al suo posto due nuovi attaccanti, Farias e Oberlin («che possono consentirci anche di giocare con due punte esterne», sottolinea Accardi) e una serie di difensori ma nessun centrocampista. «Era il reparto che non volevamo toccare – dice Pecini – e infatti abbiamo rifiutato offerte per tutti i nostri giocatori, cedendo solo Traore perché se ne andrà solo a giugno.C’era stata un possibilità con Zuly, poi sfumato, ma solo per un discorso in prospettiva. Simile a quello fatto con Orberlin e Nikolaou, due ragazzi giovani che hanno già assaggiato la Champions e che avremo la possibilità di valutare in questi 6 mesi. Oltre al presente, cioè, possono rappresentare il futuro dell’Empoli».
Da parte dei due direttori, dunque, nessun rimpianto ma anzi la convinzione di essersi migliorati. Almeno nelle alternative, almeno per andare incontro alle esigenze tattiche dell’allenatore. «Non siamo andati a fare il mercato in cerca di affari – sintetizza il direttore sportivo azzurro – siamo andati per cercare di migliorare la squadra e pensiamo di esserci riusciti».
E l’Empoli, ora, riparte da qui. Da questa sensazione e dalla necessità di ritrovare, al più presto, una sua identità. Quella definitiva.
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