Il Tirreno

Empoli

Tante operazioni concluse ma sembra... un’incompiuta

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Non è semplice dettaglio il tesseramento o il non tesseramento di Miha Mlevja. Certo, non si parla esattamente d Messi o di CR7, ma che il vero grande obiettivo dell’Empoli fosse quello di rinforzare la difesa non è certo un mistero. Né potrebbe esserlo, visto che incassa reti da 18 giornate consecutive. Giusto la sfida d’andata col Chievo, l’avversario di domenica, è stata l’ultima (e la seconda) terminata con la porta inviolata.

E la carriera di Mlevja, comunque un giocatore da scoprire, dice che sfumato Bani (il Chievo non ha ceduto lui come molti altri elementi che avevano mercato) doveva essere lui il rinforzo principale. Certo in corso d’opera sono arrivati un portiere (Dragowski), due centrali (Nikolaou e Dell’Orco) e anche due esterni (Diks e Pajac) ma la sensazione è quella... dell’incompiuta. E cioè che senza Mlevja manchi qualcosa. Sui motivi del ritardo, poi, probabilmente si potrebbe scrivere un libro. Ma anche in questo caso vale comunque una considerazione: si sapeva che era la retroguardia il settore da migliorare.

L’Empoli, probabilmente, ha fatto il resto. Certo perdere il talento di Zajc a metà del guado non è un piacere, ma è sotto gli occhi di tutti che con il cambio di allenatore e, soprattutto, di modulo, lo sloveno era il più sacrificato. Nel 3-5-1-1 delle ultime uscite non è andato male, è vero, ma in questo contesto è Caputo a perdere, fatalmente, possibilità e lucidità. Sia Farias che Oberlin sembrano avere le caratteristiche giuste. Non è poco. Al campo, poi, l’ardua sentenza. —

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