Gioco
È l’occasione di tirare la testa fuori dall’acqua, ma non sarà semplice
il commento
David Biuzzi
Se ne sono andati appena 180 minuti della seconda metà del campionato di Serie A. Eppure la situazione, in coda e non solo, comincia a prendere una forma che rischia di essere anche quella definitiva.
Dai 21 punti in giù, cioè, sono tutte in lotta. Otto squadre otto che difficilmente vivranno una seconda parte di stagione serena e tranquilla. Perché anche il Chievo, che di punti ne ha appena 8, la sua la sta dicendo eccome. E in una situazione del genere, è chiaro, basta un amen per passare dalla luce al buio, dalla speranza alla disperazione. Proprio come ha fatto ieri la Spal, capace di ribaltare non solo il derby di Parma, da 2-0 per i ducali a 3-2 estense al Tardini, ma anche situazione e prospettive.
Ecco, in un momento del genere piazzare il colpo significa proprio questo: mettere la testa fuori dall’acqua, respirare, continuare sì a giocarsela ma con qualche certezza in più. È un discorso che, riportato al match di stasera, vale per l’Empoli come per il Genoa e che, di fatto, rende la contesa ancora più piena di significati, di importanza per l’oggi e il domani.
Non è uno spareggio, sia chiaro, ma dopo quello che è successo nel resto del campionato è una di quelle partite che può anche indirizzare una stagione. Finora quella degli azzurri ha inequivocabilmente detto che la sofferenza è e sarà una compagna di viaggio. Ora, magari, si potrebbe provare a non tenersela abbracciata così stretta, praticamente avvinghiata.
Fra il dire e il fare, però, c’è di mezzo una partita che di insidie ne presenta assai. Perché c’è il mercato aperto, che qualcosa sposta sempre se non altro a livello di concentrazione, perché neanche i rossoblù hanno tutta questa voglia di giocarsi il traguardo fino alle ultime curve.
L’Empoli ci arriva con qualche problemino ancora irrisolto (legato alle assenze ma anche al già citato mercato che è da completare) ma anche con la sensazione, eredità del pari-beffa di Cagliari, che la squadra somigli sempre di più a quella che ha in testa Iachini (oltre al solito cappellino, ovviamente...). Aver riportato gente come Zajc e Ucan ben piantati dentro il progetto, ad esempio, non è certo una brutta cosa. Ma, di sicuro, per smettere di galleggiare e basta non è sufficiente. Servono altri passi avanti, serve di lasciarsi alle spalle quelle pericolose sbandate (prima di squadra, ora soprattutto individuali) che significano punti gettati.
E in un momento così, con altre 7 contendenti in ballo, certi regali proprio non può permetterli. A partire, sia chiaro, da stasera. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google