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Empoli

Da Dragowski a Kownacki: gli azzurri in salsa... polacca

David Biuzzi
Da Dragowski a Kownacki: gli azzurri in salsa... polacca

Preso in prestito l’estremo difensore della Fiorentina (scambio con Terracciano)  ora il nuovo e decisivo (nel bene o nel male) assalto per l’attaccante della Samp

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C’è un nuovo guardiano in casa Empoli. È Bartłomiej Drągowski, portiere polacco che arriva però da molto più vicino. Dalla Fiorentina, cioè. L’affare, che sarà ufficializzato stamani, è stato concluso già ieri pomeriggio. E si tratta di uno scambio, perché con la stessa formula (prestito di 6 mesi) in viola va Pietro Terracciano.

In realtà può essere considerata la coda dell’affare Traore. I due club, infatti, si erano aggiornati sulla possibilità di aggiungere ai 12 milioni per l’ivoriano il prestito di un giocatore. Gli azzurri hanno a lungo valutato il giovane attaccante Vlahovic, hanno fatto più o meno lo stesso per Sottil, ma alla fine hanno scelto il portiere nato a Bialystok nel 1997 e cresciuto calcisticamente nel Jagiellonia prima di approdare dalle parti di Ponte Vecchio nel 2016. Da allora, in viola ha messo insieme 7 presenze. Figlio di un ex centrocampista dello stesso Jagiellonia, era già stato vicino agli azzurri dopo la partenza di Skorupski.

Lo vestirà già a partire dall’allenamento di oggi. E si giocherà il posto con Ivan Provedel già dalla sfida di lunedì sera, al Castellani, col Genoa. Ma, evidentemente, c’è sempre e comunque la Polonia nel mercato dell’Empoli. Dopo l’esclusione dalla sfida di domenica scorsa a Firenze, infatti, i direttori Accardi e Pecini hanno intenzione di provare un nuovo e forse decisivo assalto per Dawid Kowniacki, connazionale e coetaneo del nuovo portiere. Che sia lui l’attaccante a dover lasciare la Sampdoria, infatti, ora sembra scontato. Un po’ meno il fatto che il Castellani sia la sua nuova casa. C’è sempre l’ombra della Germania, con il Fortuna Dusseldorf prima scelta del ragazzo (o solo dei due agenti...) e lo Stoccarda che ancora ci crede. Ci credono anche i dirigenti azzurri, però. O almeno vogliono provarci fino in fondo. Per questo le prossime 48 ore dovrebbero essere, appunto, decisive. Nel bene o nel male.

In caso contrario, poi, il problema sarà individuare un’alternativa, perché i nomi finora circolati non convincono del tutto. Se non altro la partita di Cagliari ha dimostrato che Miha Zajc può essere una soluzione con il ricorso alle due varianti sul tema, prima il 3-5-1-1 e poi il 3-4-1-2, che Iachini ha utilizzato coi sardi.

Più urgente è il discorso legato alla difesa. Con il nome di Mattia Bani ancora in cima alla lista di dg e ds azzurro. Solo che il Chievo, che lo ha schierato anche ieri contro la Juve, può essere convinto solo con una offerta economica consistente. Anche in questo caso, però, le piste alternative sembrano comunque fredde. A parte Dell’Orco che potrebbe comunque arrivare (anche per cautelarsi visto che sia Antonelli che Pasqual sono corteggiati, non a caso si parla ancora pure di Pajac). Non come per il centrocampo dove (trattenendo, come sembra, Krunic) i candidati sono più di uno e quasi alla pari: da Murgia a Mazzitelli passando per altre ipotesi. Ma attenzione merita anche il capitolo delle uscite. Ieri è partito Jakupovic, destinazione Sturm Graz. Affare quindi slegato dallo sfumato Zulj e interessante: prestito con diritto di riscatto a 1 milione (cifra spesa per prenderlo) e diritti del 50% su una futura rivendita. Come fosse una vecchia comproprietà ,insomma. Ora in partenza c’è Mraz, verso Crotone, mentre dietro Marcjaniik potrebbe non essere il solo in uscita: Rasmussen (ribadito il no grazie alla Fiorentina disposta a spendere 6 milioni) sembra aver ormai scavalcato Maietta nelle gerarchie e il Lecce cerca con insistenza il senatore. Benevento e Perugia, poi, sono ancora su Capezzi. —



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