Il Tirreno

Empoli

l’intervista 

Iachini fa le carte all’Empoli fra pregi e difetti «Noi sempre più vicini al punto d’equilibrio»

David Biuzzi
Iachini fa le carte all’Empoli fra pregi e difetti «Noi sempre più vicini al punto d’equilibrio»

Il tecnico parla di come sta oggi la squadra e di come la vorrebbe grazie a una sola medicina: «Lavoro, lavoro, lavoro» 

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Non è ancora il suo Empoli. Quello che ha in testa, quello che vorrebbe. Ma ci si sta avvicinando, passo dopo passo. Lo dice, lo ribadisce e lo sottolinea pure, Beppe Iachini. Che alla guida degli azzuri c’è da poco più di due mesi (6 novembre), chiamato al posto di Aurelio Andreazzoli proprio per condurre una sorta di rivoluzione copernicana.

Dal caviale e champagne al pane e salame, per farla breve. Con una medaglia che per ora ha due facce distinte: 10 punti nelle prime 4 uscite, 0 nelle ultime 4 del 2018. Ma con un filo comune che, secondo il tecnico di Ascoli Piceno, è comunque lo stesso e lascia ben sperare per quel che sarà. «L’Empoli è sulla buona strada – spiega – c’è stata una buona crescita individuale dei ragazzi che è destinata a dare presto i suoi frutti. Infatti, anche se è paradossale, nelle ultime partite i numeri dicono che abbiamo concesso sempre meno ai nostri avversari. Certo non abbiamo fatto punti, e questo è un problema non proprio secondario, ma l’atteggiamento globale della squadra è migliorato. Non quanto basta, evidentemente, ma è migliorato. Però ora dobbiamo continuare a farlo e farlo in fretta perché ci aspetta una seconda parte di gennaio importante ed impegnativa. E dobbiamo farci trovare pronti».

Ma oggi come sta l’Empoli?

«A livello atletico sicuramente bene. E questo lo dicono i risultati dei test che abbiamo effettuato sfruttando la sosta. Sia a livello di velocità che di forza i risultati sono stati eccellenti. Per il resto nessuno ha la bacchetta magica, o almeno non io, quindi bisogna crescere e l’unica ricetta è il lavoro. Lavoro, lavoro e ancora lavoro».

I numeri dicono anche che l’Empoli incassa molti, troppi gol.

«Sì, decisamente troppi. Ed è chiaro che è uno dei primi aspetti da migliorare».

Come?

«Con il lavoro, appunto. E nello specifico con la crescita nella tattica individuale. Perché è un passaggio obbligato per la crescita di tutta la squadra. L’Empoli, non va dimenticato, è una squadra particolare. Al di là del sistema tattico gioca con tre fantasisti in mezzo al campo, due punte. Servono movimenti particolari, serve un’organizzazione quasi perfetta. E su questi concetti stiamo insistendo. Con grande disponibilità dei ragazzi. Altrimenti non vai da nessuna parte».

In questo la sosta sarà stata d’aiuto.

«Senz’altro. In questo gruppo ci sono molti ragazzi giovani, o altri che comunque hanno poca esperienza di Serie A, un campionato in cui basta un minimo errore per trovarti sotto. È chiaro che hanno bisogno di fare esperienza, ma la loro crescita, unita ai margini che tutta la squadra ancora ha, sono confortanti».

La sensazione è che l’Empoli sia fragile anche sotto il profilo psicologico, forse proprio per i tanti gol presi.

«Io ho visto un po’ di scoramento solo a Torino, dopo aver subito il raddoppio in avvio di ripresa. Una cosa che non mi è piaciuta e di cui ho parlato coi ragazzi. Tanto che con l’Inter siamo subito tornati sulla retta via. Concedendo qualcosa solo nel finale quando eravamo sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio».

Ma questa squadra riuscirà mai a trovare un vero punto d’equilibrio?

«A mio avviso sì, perché vedo che ci si avvicina ogni giorno di più».

Come dovrebbe giocare l’Empoli ideale di Beppe Iachini?

«Stiamo cercando, con il mio staff, di esaltare le doti che questa squadra ha. Noi, ad esempio, riusciamo ad essere sempre molto pericolosi quando ci difendiamo bene non troppo vicini alla nostra porta, perché sul recupero palla i nostri attaccanti e i nostri centrocampisti hanno grandi doti qualità per fare male agli avversari. A volte ancora commettiamo l’errore di abbassarci troppo, cosa che non dobbiamo fare, altre volte non riusciamo a gestire bene il possesso palla per recuperare le energie spese e ricominciare a dare gas. Però, ripeto, stiamo già migliorando in queste situazioni, ci stiamo lavorando sodo e sono convinto che sistemeremo anche queste cose».

Anche col mercato?

«Abbiamo le idee chiare e qualcosa faremo di sicuro. Con la società c’è una perfetta identità di vedute: l’Empoli non ha bisogno di rivoluzionare o ricostruire, deve mettere dentro qualche arma in più. Serve pazienza, ma lo faremo».

Non ha paura di perdere i suoi gioielli?

«Il fatto che tanti dei nostri siamo richiesti sul mercato è un’altra conferma, anche se indiretta, che il lavoro procede nella giusta direzione».

Ma l’Empoli si salva?

«L’Empoli ha tutto per salvarsi e deve salvarsi. E secondo me sì, l’Empoli si salva». —



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