Il Tirreno

Empoli

Che siano altri 12 mesi colorati d’azzurro

2 MINUTI DI LETTURA





Non è facile salutare il 2018 che ci ha appena lasciati. Per l’Empoli, per gli empolesi che amano l’azzurro, è stato un anno fantastico, pieno di cose belle. Non solo quelle, certo. Ma basta un dato per archiviarlo nel reparto “cose belle da ricordare”: è iniziato in Serie B, è finito al tavolo delle grandi.

E, tanto per gradire, anche con un biglietto che, ad oggi, vale la conferma della categoria. La massima categoria. Non la garanzia, è vero, perché 16 punti non sono certo un bottino di cui andare fieri e la proiezione di chiudere il campionato a 32 non permette di dormire sonni tranquilli. Ci sarà da soffrire, ci sarà da lottare. Questa è la certezza che accompagna l’arrivo del 2019. Serviranno tanti sacrifici sul campo e, ora che il mercato alle porte, qualcuno anche fuori. Però l’obiettivo è alla portata, o almeno non ai confini della realtà. L’Empoli ed Empoli possono e devono giocarsela questa salvezza.

Intanto, come detto, ci lascia un anno solare fra i più belli della storia del club. Quello della promozione dei record, tanto per fugare ogni dubbio. Quello della Serie A conquistata a suon di gol, giocate, applausi. Quello della vittoria nello scontro diretto di Frosinone, quello dei festeggiamenti andati avanti un mese, da aprile a maggio, perché questo aveva deciso la schiacciante superiorità degli azzurri. È stato, il 2018, l’anno dei gol di Ciccio Caputo, ma soprattutto è stato l’anno di Aurelio Andreazzoli. Che non è più il padrone della panchina azzurra, ma che in meno di 12 mesi (dal dicembre del 2017 allo scorso novembre) è riuscito a tracciare un solco profondo. Merito del suo calcio, ma anche della sua umanità.

Ecco, quindi, che alla resa dei conti al 2019 non si può chiedere che di somigliare tanto, il più possibile, ai 365 giorni che lo hanno preceduto. Con tanto altro azzurro. Con un altro risultato straordinario, la salvezza, da festeggiare, con gli acuti del bomber da celebrare, con un altro allenatore, Iachini, da inserire nel club di chi ha scritto le pagine azzurre più lucenti. Non sarà semplice, non è impossibile. Con un’ulteriore speranza, poi. E cioè che l’anno nuovo possa regalarci anche la posa della prima pietra del nuovo Castellani. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca