La protesta
Fissato il prezzo del gioiellino Per Traore servono 15 milioni
Il piano degli azzurri prevede almeno quattro innesti e nessuna cessione pesante
Il pallone si è fermato e l’obiettivo si sposta. Dalle invenzioni di Zajc e i gol di Caputo e La Gumina, cioè, l’attenzione e la pressione passano sulle spalle (le azioni) degli “altri” tre tenori azzurri. Ovvero il direttore generale Riccardo Pecini, il direttore sportivo Pietro Accardi e il direttore delle relazioni istituzionali Andrea Butti. A chiamarli in causa è stato il tecnico Beppe Iachini è quella sua frase, «puntelleremo tutti i reparti», regalata al pubblico alla fine della sfida contro l’Inter.
Dalla scelte di modulo e interpreti, insomma, si passa al mercato. Che l’Empoli affronta non con l’intenzione di rivoluzionare squadra e gruppo, ma di completarlo. O meglio ancora di adattarlo alle necessità del nuovo allenatore. Perché se l’estate era stata segnata da elementi utili per il 4-3-1-2 di Andreazzoli, ora l’obiettivosi sposta sul 3-5-2. Che era e resta (nonostante gli assestamenti in corsa) il modulo base della nave azzurra con l’allenatore marchigiano al timone.
Quindi non serve il Divin Otelma per ipotizzare che i direttori stiano pensando ad almeno 4 nuovo innesti: due difensori, un centrocampista e un attaccante. Anche perché in partenza ci sono già i due fuori lista, Buchel e Bittante, e quei giocatori che finora di spazio ne hanno trovato davvero pochissimo: da Lollo a Jakupovic passando anche per il giovane difensore Marcjanik, che ora ha bisogno di “assaggiare” la realtà del calcio italiano. Per il resto la politica dovrebbe restare quella di cambiare gli eventuali scontenti. Cioè di accontentare chi chiederà di andare a cercarsi più spazio. Un esempio pratico può diventare il caso di Fulignati. Il terzo portiere azzurro, infatti, è diventato la prima scelta dell’Ascoli dell’ex Vivarini dopo il comico autogol di Palermo. L’Empoli non avrebbe intenzione di cederlo, ma se il ragazzo dovesse chiedere di andare potrebbe prendere in considerazione la richiesta.
Ma il vero caso di questo mercato che sta per aprire i battenti può essere Miha Zajc. Il grande protagonista della prima parte della stagione dell’Empoli, infatti, ora non sembra più un intoccabile. È diventato il più sacrificato con il cambio di modulo e il processo di adattamento a centrocampista o attaccante non è certo un successo clamoroso. Se dovesse arrivare la chiamata giusta, insomma, il fantasista sloveno potrebbe essere ceduto. Venduto ma non svenduto, però.
E, peraltro, sembra trattarsi dell’eccezione alla regola. Dal poco che trapela della stanze di bottoni, infatti, l’Empoli non ha intenzione di privarsi di nessuno dei suoi gioielli. Così le richieste già arrivate per Di Lorenzo (Samp e Fiorentina), Krunic (Genoa) e Bennacer (Sampdoria) sono state rispedite al mittente: «Graziai, ma riparliamone a giugno». E lo stesso vale per il vero pezzo pregiato di casa: Junior Hamed Traore. Il baby-fenomeno piace in Italia e all’estero. E dopo la partita di sabato sembra che alla lunga lista degli estimatori si sia aggiunta proprio l’Inter. Ma anche in questo caso la porta è chiusa. L’Empoli può pensare di cederlo solo a patto di trattenerlo fino a giugno. Ma la quotazione sembra andare decisamente contro a un’ipotesi del genere: per convincere i direttori e il presidente Corsi già da ora servono almeno 15 milioni. —
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