Toscana
Troppo fragile per la Samp L’Empoli paga i suoi errori
Al cospetto dell’ex Giampaolo non basta segnare due gol Il problema è sempre il solito: l’incapacità di difendersi
Basta una vecchia canzone di Drupi per raccontare l’Empoli: “Piccola e fragile”. È questa, infatti, la sensazione che la truppa di Iachini lascia negli occhi e nella testa. Perché dopo aver ceduto alla Fiorentina, nel derby, lo fa anche contro la Samp. E non è, non può essere un caso. Come si alza il livello dell’avversario, cioè, tornano fuori i problemi e i limiti. Quelli di chi non sa difendersi, soprattutto. Perché se segnare la media di due gol a partita non basta, è evidente dove sia il problema.
Stavolta ingigantito anche da situazioni contingenti. Perché oggi l’Empoli non può regalare Krunic e incassare una giornata-no di Provedel, che di professione fa il portiere e di solito anche piuttosto bene. Almeno non contro l’ex Giampaolo e i suoi. E, infatti, basta una mezza disattenzione per vanificare un primo tempo maiuscolo. Gli azzurri lo iniziano ritrovando Bennacer in extremis e con Rasmussen preferito a Maietta. Ma soprattutto con lo spirito giusto (pressing alto e verticalizzazioni rapide), un Traore super e un La Gumina indemoniato. È proprio lui, infatti, al 9’ a domare un assist di Caputo e conquistare il rigore che capitan Pasqual (Ciccio lascia dopo 2 errori consecutivi) trasforma. Sembra gagliardo e tosto, l’Empoli. Controlla benino (qualche errore in qua e in là c’è sempre) limitando i danni fino al 41’, quando Ramirez pesca il jolly con un sinistro terrificante. Un bel gol, ma favorito dalla non-chiusura di Acquah.
È pari, all’intervallo ma nella ripresa inizia un’altra partita. La fa quasi tutta la Samp che per 25 minuti pianta le tende nella trequarti azzurra. L’Empoli fatica, sbanda, si salva al 5’ quando il Var toglie al Doria un rigore che Calvarese aveva concesso (ma ne parleremo poi...) e al 23’ quando Quagliarella incorna alto un cross di Murru. Meno di 60 secondi dopo, però, l’azione si ripete e stavolta il bomber dei liguri, che fra i centrali azzurri va a nozze, aggiusta la mira. Francamente sembra finita. Ma Iachini azzecca la mossa: dentro Zajc per Rasmussen e ritorno al 4-3-1-2. È la scintilla che riaccende Pasqual e soci e il pari arriva: al 31’ Traore imbuca una palla d’oro per Caputo e d’oro è anche il tocco del bomber. Bacio al palo e 2-2 (che viene però assegnato al 34’ dopo un lungo consulto Var) Il tecnico di casa si gioca anche la carta Ucan (per Acquah) ma il cambio giusto è... degli altri: Caprari per Defrel. L’Empoli, infatti, commette l’errore di farsi ingolosire e se hai una difesa di burro e ti sbilanci pure la frittata è fatta. Al 42’, infatti, un tocco bello ma non geniale di un altro ex, Saponara (anche lui entrato in corsa), diventa letale perché la difesa azzurra si apre davanti a Caprari e il tiro, centrale, dell’attaccante “buca” il colpevole Provedel. L’idea di provarci di nuovo, poi, dura il tempo di un amen perché ad inizio recupero ancora Caprari sorprende l’ancora colpevole portiere di casa.
La gara, ora, è finita davvero. Ma il vero grande protagonista, il Var, torna in scena al 51’ quando un gol prima assegnato a La Gumina viene poi annullato per fuorigioco. Niente di clamoroso, se non fosse che è il 5° intervento serio del video assistant referee (due gol annullati, un rigore confermato e un tolto, un gol annullato e poi concesso) durante la gara. Con interruzioni, tutte le volte, di minuti. Alla fine giustizia è fatta, sicuramente, ma per merito di Sacchi (con l’assistenza di Carbone) in sala video e non certo di Calvarese che le decisioni le doveva prendere in campo. Ma è dagli altri, di campi, che arrivano invece le consolazioni: vince solo il Genoa e il Natale azzurro non sarà dolce, ma almeno in zona salvezza. Del Santo Stefano, invece, ce lo dirà il Torino... —
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