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Empoli

LA SFIDA AL FRANCHI 

Le delusione non spegne il popolo azzurro Per l’Empoli cori e applausi anche alla fine

Alessandro Marmugi
Le delusione non spegne il popolo azzurro Per l’Empoli cori e applausi anche alla fine

Krunic non riesce a sorridere per il gol: «Nella ripresa siamo calati». Di Lorenzo ammette: «Qualcosa ci è mancato»

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Sogno, speranza, illusione e poi delusione. Già eccolo in quattro parole il racconto delle emozioni dei tifosi azzurri. In particolare di quelli che hanno deciso di seguire il dery dal “formaggino” dello stadio Franchi.

Una processione pagana iniziata intorno alle 11 quando alla stazione sono arrivati i primi supporters per prendere il treno in partenza poco dopo le 12. Cori, sciarpe, bandiere sul binario che ha portato il gruppone a Santa Maria Novella. Poi, da qui in bus allo stadio, con il sogno e la speranza di vedere un Empoli corsaro. In più di 900 hanno riempito il settore ospiti e lo hanno colorato con una mini coreografia. Lo stemma gigante in stile vintage e lo striscione “solo Empoli” all'ingresso delle squadre in campo a ribadire il senso di appartrenenza. L'orgoglio di essere empolesi. Poi l'esplosione al gol di Krunic sotto la Fiesole. L'illusione di potercela fare. La rabbia al pari di Mirallas. Il sostegno è incessante ma i gol di Simeone e Dabo fanno sparire l'entusiasmo e materializzano la delusione. Alla fine l'Empoli esce comunque dal Franchi tra gli applausi dei suoi.

Scroscianti soprattutto per Rade Krunic, quello che ha incarnato maggiormente lo spirito derby. Lui che lo aveva già giocato (l'unico tra i titolari insieme a Veseli), ha fatto vedere a tutti cosa vuol dire giocare questa gara con la maglia azzurra addosso. «Questa era una partita particolare, un derby è sempre un derby – dice Rade – se perdi così dispiace a tutti. Penso che adesso dobbiamo subito guardare avanti per preparare bene la sfida contro la Sampdoria. Nel primo tempo abbiamo giocato molto bene, ma invece nella ripresa è successo qualcosa. Abbiamo smesso di giocare e loro hanno fatto bene sulle nostre difficoltà. Penso che sia colpa solo nostra. Se capita in una partita così, molto importante per le tifoserie, fa male. Adesso dobbiamo analizzare bene gli errori per cercare di non rifarli». Dispiaciuto anche Giovanni Di Lorenzo che però vede anche il bicchiere mezzo pieno. «È stata una partita equilibrata – spiega – dispiace perché potevamo andare in vantaggio all’intervallo. Nel secondo tempo ci sono stati un paio di episodi che ci hanno penalizzato. Ci è mancato quel qualcosa in più. Noi abbiamo provato a fare quello che chiedeva il mister, non sempre ci riesce bene, ma il coraggio non c’è mancato». —



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