Gioco
La società abbandona il torneo di viareggio
«Se l'Empoli non è gradita al torneo di Viareggio faremo in modo di non partecipare più». Così parlò, nel marzo scorso, l’allora direttore generale (ora direttore dei rapporti istituzionali) Andrea Butti. E, oggi, quelle parole tornano d’attualità perché gli azzurri non sono nella prima lista, diffusa l’altro ieri dall’oganizzazione, delle squadre partecipanti alla 71ª edizione della Viareggio Cup.
Non ci sono ora e, quasi sicuramente, non ci saranno poi. Perché da Monteboro, pur senza le certificazioni dell’ufficialità, filtra la decisione di tenere fede a quanto detto dopo i fatti di Scandicci. Dopo, cioè, che il derby con la Fiorentina (vinto 3-2 dai viola) era finito con un giovane calciatore, Alessio Gianneschi, finito in ospedale dopo aver rimediato una sassata al volto. Dalla tribuna, infatti, stava piovendo di tutto (compresi insulti razzisti a Traore) all’indirizzo dei ragazzi allenati da Zauli.
L’Empoli da subito lamentò una mancanza di attenzione da parte degli organizzatori. «Decidere di giocare questo derby a Scandicci, in casa della Fiorentina, è una scelta che non ha tutelato l'Empoli – spiegò Butti – non ci si è minimamente preoccupati della sicurezza. Cosa sarebbe successo se fossero arrivati dei tifosi dell'Empoli?».
Da qui la decisione di dire basta al torneo, che gli azzurri vinsero nel 2000 e in cui sono arrivati alla finalissima in altre 4 edizioni (2004, 2008, 2010, 2017). Decisione che, 9 mesi dopo, sembra ancora irremovibile. —
D.B.
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