Gioco
Padre e figlio in campo insieme, nel Bassa il calcio è un affare di famiglia
Calcio Uisp: Massimo e Mattia Salvadori sono due protagonisti della squadra che è una delle rivelazioni di questa prima parte della stagione empolese
L’unica coppia di padre e figlio, a giocare nella stessa partita di calcio professionistico, anche se non contemporaneamente, è stata quella formata da Eidor Gudjonsen e il papà Arnor. Fu Eidor (ex Chelsea e Barcellona) a sostituire nel aprile 1996, nella gara amichevolole tra Islanda ed Estonia il genitore. Ad Empoli, però, succede di più e di meglio.
Di parentele rivelatesi vincenti, nei campi del calcio Uisp della nostra zona, se ne sono viste tante in questi anni, ma padre e figlio protagonisti insieme in campo, contemporaneamente, mai. E invece da un po’ sì, capita a Bassa. Dove il calcio è davvero un affare di famiglia. Della famiglia Salvadori. Il cognome è lo stesso per Massimo e Mattia, che sono padre e figlio e sono protagonisti con la stessa maglia. Uno ha 48 anni l’altro 19, compagni di squadra e uniti anche nella vita, stanno dando vita, in queste settimane ad una delle più belle favole del calcio amatoriale.
I due ormai da un paio di anni giocano assieme nel Bassa del presidente Maccanti e di mister Gianni Gazzarri. Massimo indossa la maglia verde da qualche stagione in più, quest’anno siamo arrivati a 6 e poi lo ha raggiunto Mattia, classe 2000, appena maggiorenne ma con le idee già chiarissime. E i due sono stati protagonisti in queste ultime settimane. Mattia è stato il goleador nella penultima giornata nell’importante pareggio con la Ferruzza. Massimo invece è stato decisivo questo weekend con una zampata che, complice anche una deviazione, ha permesso al Bassa di portarsi a casa una vittoria preziosissima in casa del Vitolini. «Abbiamo fatto tutto in casa – scherza il papà Massimo – la verità però è che il Bassa è una grandissima famiglia che ha accolto me e mio figlio in modo straordinario. Il presidente Maccanti, il mister Barontini, il mister, i ragazzi siamo davvero un gruppo straordinario».
Un gruppo nel quale i Salvadori hanno spazio, giocate e gol. In due ruoli diversi Massimo e Mattia stanno facendo le fortune della squadra cerretese. Massimo, che in precedenza ha vinto tutto col Gavena, è attaccante mentre Mattia gioca a centrocampo. «Io ho fatto per una vita l’esterno – racconta il padre – poi col passare del tempo, visto che lo sprint non era più il solito, sono diventato una seconda punta. Mattia invece è un centrocampista, una mezzala. Rispetto a me è molto più alto e più forte fisicamente e questo lo aiuta molto in campo. Io forse sono più forte nel dribbling e nel breve, ma anche lui ha tanta qualità, come il colpo di testa».
Insieme in squadra, ma in campo non ci sono padri e figli. La vita è una cosa, il campo un'altra. «Alla fine siamo come normali compagni di squadra. Più che rimproverarlo come farebbe un babbo cerco di dargli dei consigli da calciatore più esperto. E lui li ascolta. E poi dopo ci confrontiamo sulla partita».
Adesso padre e figlio vanno a caccia di un gol tutti griffato Salvadori. Assist di Mattia e gol di Massimo. O viceversa. «Con la Ferruzza ci siamo anche andati vicino – racconta Massimo – ma non ci siamo riusciti per un soffio. Speriamo di riuscirci da qui alla fine del campionato, sarebbe il gol perfetto».
Chissà se ci riusciranno. Intanto la Salvadori band questo Bassa lo sta facendo volare. —
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