Gioco
La rivoluzione di Iachini fa sorridere un altro Empoli
Cambiano uomini e modulo, poi Silvestre in pieno recupero stende l’Atalanta in una partita... ai confini della realtà
È il giorno dei colpi di scena, delle grandi svolte. Ma, alla fine di 94 minuti di follia pure, diventa soprattutto il giorno dell’Empoli. Che piega l’Atalanta mentre sulla sfida stanno già passando i titoli di coda, che sorride sul palco del festival delle emozioni perché ha più fame e più cuore dei suoi avversari. Che in alcuni tratti della partita sembrano tutti alti, belli, biondi e con gli occhi azzurri. Ma finiscono per specchiarsi troppo, cadendo nel tranello del «tanto questa è già vinta» e tornano a casa a mani desolatamente vuote. Davanti al grande demerito della truppa di Gasperini, però, ci sono i tanti meriti degli azzurri che restano aggrappati al match anche quando guadagnare metri di campo diventa un’impresa, anche quando strappare il pallone dai piedi degli orobici sembra impossibile, anche quando gli ospiti si trovano sopra di due con un gol ai confini della realtà.
C’è di tutto e di più, dunque, dentro una partita che le prime sorprese le regala ancora prima del via. E sono quelle pensante, volute e disegnate da Iachini. Gli azzurri, infatti, giocano per la prima volta in stagione col 3-5-2. Fra i titolari non ci sono Antonelli, Acquah e Zajc ma Pasqual, Veseli e La Gumina. È un altro Empoli, dunque. Che agli avversari lascia tanto campo e tanto possesso palla, ma che tiene botta e punge pure. Sono proprio La Gumina (8’) e Caputo (27’) i primi a pungere, trovando però Berisha pronto.
E dal 33’ in poi, però, che il match esce da ogni logica. Ecco come: al 33’ Ilicic libera Hateboer col tacco, sul suo cross la difesa libera male e Freuler ringrazia bucando Provedel; al 37’ Caputo incorna un cross di Pasqual e Masiello intercetta col braccio largo, Manganiello indica il dischetto e conferma la scelta, al 38’, dopo aver visto le immagini del Var; al 39’ Caputo va dal dischetto e timbra la traversa, ma la palla torna a Zapata che si porta a spasso Di Lorenzo per 70 metri e poi mette sulla testa di Hateboer il cross dello 0-2; al 42’ Krunic smarca col tacco Di Lorenzo che s’invola e crossa, Djimsiti rinvia corto e La Gumina spara alle spalle di Berisha il destro che vale il primo gol in A, quello del riscatto personale e quello che rimette l’Empoli con due piedi dentro il match; al 45’ l’ispirato Bennacer lancia Caputo che si fa ipnotizzare da Berisha. Fine.
O meglio, tregua. Perché al riposo si va così, ma le emozioni non sono terminate. Eppure la ripresa si apre con l’Atalanta più accorta (c’è Pasalic per Zapata, col neo entrato che va a marcare a uomo Bennacer) e, per diversi minuti, praticamente padrona del campo. L’Empoli barcolla ma non va ko. Soffre, questo sì, ma gli ospiti chiamano in causa Provedel solo in un paio di occasioni (con Gomez al 13’ e Ilicic al 20’) da fuori. Ma anche in questo caso siamo solo al preludio dei fuochi d’artificio. Che nella ripresa si aprono al 32’, con la bella combinazione Pasqual-Caputo-Pasqual che, grazie al taglio di La Gumina, produce l’autorete dello sciagurato Masiello. È 2-2, ma non è tutto. Ilicic, infatti, mostra il meglio (35’) e il peggio (39’) di sé prima con uno slalom pazzesco, poi facendosi espellere per reiterate e plateali proteste (doppio giallo in un amen). L’Empoli ora ci crede e ci crederà fino alla fine. Cioè al 47’, quando Pasqual calcia il corner numero 7 e Silvestre entra in terzo tempo e, tutto solo, incorna in rete la palla da 3 punti.
Anzi no, questi sono 6. Perché la seconda vittoria consecutiva, ottenuta così e con un avversario così, non è e non può essere come le altre. Ma 6 sono anche i punti ottenuti nelle ultime due sfide, esattamente quanti nelle prime 11. Di rivoluzionata, insomma, è pure la classifica... —
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