Gioco
Empoli, stavolta Caputo cerca il gol che può chiudere la pagina più triste della sua carriera
Ritrova Masiello, l’ex compagno che lo accusò di un illecito Da quella storia è uscito pulito, ma dopo anni di tormenti
EMPOLI. Forse era tutto già scritto. Forse era destino che Andrea Masiello, difensore dell’Atalanta, tornasse nell’elenco dei disponibili proprio per la sfida di Empoli, proprio per l’incontro-scontro con Ciccio Caputo. Due ex compagni, nel Bari, legati indissolubilmente da una data, il 23 maggio 2009. Che è sinonimo di una brutta storia, che ha segnato la carriera del bomber azzurro e non certo in modo positivo. Una brutta storia, per essere chiari, che puzza di calcioscommesse, cioè, ma in cui uno dei due, e si tratta proprio di quello che indossa la maglia azzurra, si è ritrovato coinvolto suo malgrado. Come dimostrato da una sentenza arrivata però dopo anni di tormenti e bocconi amari.
Ma riannodiamo i fili. Masiello e Caputo giocano insieme nel Bari, in Serie B. Il difensore di Viareggio ha 22 anni e ha già consumato esperienze in A e in B. Il bomber, invece, di anni ne ha 21 e, soprattutto, è alla prima esperienza che conta dopo aver segnato caterve di reti con le maglie di Altamura e Noicattaro. A fine stagione c’è la gara di Salerno, coi padroni di casa a caccia di punti e i pugliesi salvi. Vincono i primi, 3-2. Ma la partita diventa storia nel 2011, quando l’Italia (del pallone e non solo) viene scossa dal ciclone calcioscommesse. La partita finisce nel mirino, Masiello addirittura in carcere (2 aprile 2012). È coinvolto in tante sfide (clamoroso l’autogol in un derby Bari-Lecce) e quando parla di quella di Salerno tira in ballo altri 13 compagni. Tra loro c’è anche lui, Ciccio Caputo. Che viene iscritto nel registro degli indagati, come tutti i giocatori chiamati in causa da Masiello, in agosto: frode sportiva, la pesante accusa. Nel giugno del 2013 viene deferito dalla Procura Figc per omessa denuncia e il 16 luglio è condannato a 3 ani e 6 mesi di squalifica. Nel frattempo Masiello, che ammette tutto (8 partite in totale fra illecito e slealtà sportiva) e patteggia, colleziona 2 anni e 5 mesi di squalifica.
Caputo, invece, urla la sua innocenza e va avanti. La squalifica viene confermata in appello ma poi ridotta dal Tnas (a fine gennaio del 2014) a 1 anno. E proprio per 1 anno (la stagione 2013/2014) il bomber resta lontano dal gol (forse è l’unico modo per tenercelo...) e dai campi. Ma la sua battaglia continua. In tribunale. E il 30 maggio del 2016 per lui arriva l’assoluzione nel processo penale di Bari. Caputo nel frattempo è tornato a giocare a segnare: 38 presenze e 10 reti col Bari nel 2014/2015. Ma qualcosa si è rotto. Per il popolo biancorosso è stato uno dei “traditori” e riconquistare la piazza non è facile. Nell’estate del 2015, così, Ciccio-gol sceglie di ripartire, di ricominciare. «Avevo bisogno di un posto tranquillo», dirà in seguito. E lo trova a Chiavari. Gioca, e ovviamente segna, per l’Entella. E quando arriva a Empoli, nell’estate del 2017, si riprende non il tempo perso (perché quello, purtroppo, nessuno potrà restituirglielo...) ma il palcoscenico che merita: la Serie A. Masiello, invece, il massimo palcoscenico lo ritrova nel febbraio del 2015, con l’Atalanta. E con in tribunale patteggia 1 anno e 10 mesi di reclusione per associazione per delinquere e frode sportiva (con pena sospesa dal Gip).
Sul campo, insomma, le storie di Caputo e Masiello non si sono più incrociate. Succederà domenica, forse dal 1’ visto che il difensore potrebbe ripartire dai titolari per le assenze di alcuni compagni. E Ciccio avrà l’occasione per chiudere definitivamente il cerchio. Alla sua maniera. Come gli riesce meglio. Con i gol.
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