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Sofferenza e concretezza L’Empoli ritrova il sorriso

David Biuzzi
Sofferenza e concretezza L’Empoli ritrova il sorriso

Copione rovesciato per il debutto della gestione Iachini: l’Udinese gioca e spreca; Zajc, Caputo e Provedel decidono

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EMPOLI

Che strana bestia è il calcio. In 96 minuti, recuperi inclusi, al Castellani si rovescia il mondo. Almeno quello dell’Empoli. Che nel passaggio fra l’esonerato Andreazzoli e il debuttante Iachini guadagna in termini di punti (ritrovando un acuto che mancava dalla prima col Cagliari, roba di ormai 3 mesi fa...) ma anche di sofferenza (a tratti enorme) e di quel fattore C... che nel pallone, e non solo, fa la differenza. Per farla breve, l’Udinese gioca, crea e spreca; la nave azzurra barcolla ma non molla. E, soprattutto, non affonda. Tiene il mare e, alla fine, scopre di essere tornata nell’ambito porto che si chiama salvezza.

Viaggio tormentato, insomma, ma compiuto. Ripartendo dagli stessi interpreti di Andreazzoli, visto che la formazione è la stessa che ha sfidato la Juve. Diversa è la disposizione, perché Zajc fa la punta accanto a Caputo, diverso è (soprattutto) l’atteggiamento. Perché il nuovo Empoli non fa ma lascia fare. Cioè concede ai friulani (che si presentano con un baldanzoso 3-4-1-2) di giocare, di prendersi il possesso palla e tanto campo. L’idea è aspettare e ripartire, insomma. Anche se solo la prima parte del piano sembra funzionare. All’inizio, infatti, c’è anche timore, poi riaffiorano vecchi vizi (senza le antiche virtù) e così il primo tempo si consuma con un quasi monologo ospite. E Provedel (friulano di Pordenone e persino ex), alla fine il vero eroe di giornata, protagonista su Pusseto all’8’, De Paul al 20’ e ancora Pusseto al 27’. Poco prima è la traversa a salvarlo su Lasagna che conclude (male) un contropiede reale dei suoi che fa infuriare Iachini. Al 33’, invece, il portiere è addirittura miracoloso su un missile di Larsen da fuori.

L’Empoli impacciato e impaurito dice grazie all’estremo difensore, guadagna qualcosa col passare dei minuti e scopre un’arma nuova come il timoniere in panchina: la concretezza. Mentre pensi che andare al riposo sullo 0-0 sia la cosa migliore che possa capitare, infatti, dal cilindro esce un’azione da manuale: Zajc imbuca una palla splendida per Krunic, il bosniaco la mette dentro, Caputo la gestisce e la restituisce a chi aveva iniziato, lo sloveno, che col destro non può sbagliare e non sbaglia. È il 41’, l’Empoli è avanti.

Un tiro nello specchio, un gol. E l’equazione raddoppia al 6’ della ripresa, con gli stessi protagonisti: angolo di Zajc, il primo degli azzurri con gli ospiti che sono già a quota 7 e finiranno a 13, Krunic prolunga e sul secondo palo irrompe Caputo che va a schiantarsi sul legno ma, soprattutto, la spinge dentro dopo aver baciato la traversa. Sul doppio vantaggio il copione finalmente cambia e ora l’Empoli tiene meglio. Crescono i 3 centrocampisti (soprattutto Traore, ma anche Acquah e Bennacer) e il controllo ora è degli azzurri. Velazquez allora sgancia Machis per Samir passando al 4-2-4, ma è un rigore a rimettere tutto in discussione. Il fallo è di Maietta su Lasagna, sulla linea, e l’insicuro Giacomelli lo accorda dopo aver concesso la punizione. Lo avverte La Penna al Var, che lui manco consulta. De Paul, comunque, lo spara altissimo al 35’. Subito dopo, però, Machis sfonda su Di Lorenzo e mette al centro la palla che Pusseto stavolta riesce a trasformare in gol. Inizia un’altra mini-gara di quasi 15 minuti, recupero incluso, in cui le squadre fanno a gara a sprecare palle-gol (Acquah, La Gumina e Traore) per gli azzurri, ma soprattutto serve la seconda paratissima del piccolo Neuer di casa, al secolo Provedel, su D’Alessandro al lo scadere.

Il resto è sofferenza, ma il lieto fine c’è. Per l’Empoli e per Iachini. Velazquez, invece, è di fatto esonerato dopo una partita giocata bene ma persa: ricorda qualcosa? —



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