Gioco
Svolta profonda che deve fruttare subito: c’è in palio una fetta di futuro
Il commentodavid biuzziTante volte abbiamo letto, detto e pure scritto che il calcio non è una scienza esatta. Non è matematica, non è economia. Ma proprio da un celebre professore americano di...
Il commento
david biuzzi
Tante volte abbiamo letto, detto e pure scritto che il calcio non è una scienza esatta. Non è matematica, non è economia. Ma proprio da un celebre professore americano di economia scomparso nel 2014, Warren Gamaliel Bennis, prendiamo in prestito una frase che meglio di tante oltre fotografa, oggi, la situazione dell’Empoli: «Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto».
E gli azzurri in termini di punti finora hanno avuto poco, molto poco, troppo poco. Ecco perché alle 15 al Castellani, quando scenderanno in campo per giocarsi una partita importante contro l’Udinese, ad accompagnarli non ci sarà più Aurelio Andreazzoli, il “nonno” che li ha portati fino al piano più alto del nostro calcio, ma Beppe Iachini. Una svolta vera. Profonda perché riguarda un uomo che in meno di 11 mesi ha lasciato un segno profondo (umanamente e tecnicamente) ma anche perché sposta l’idea di calcio, la filosofia di gioco dell’Empoli.
La conosceremo da oggi, quella nuova. Ovviamente sarà un assaggio, perché dopo 5 giorni di lavoro effettivo non potrebbe essere diversamente, ma sarà comunque indicativo. Anzi, c’è da sperare che lo sia il più possibile, perché il tempo passa (praticamente 3 mesi dall’ultima/unica vittoria) e non è detto che il treno salvezza resti lì ad aspettarti. La gara di oggi è l’occasione per salirci di nuovo (lo sarebbe stata anche con Andreazzoli al timone...) e se non c’è l’obbligo di riuscirci (almeno non per ora) c’è di sicuro quello di provarci.
Con le nuove armi, cioè l’equilibrio che al tecnico col cappellino è stato chiesto privatamente prima e pubblicamente poi dai dirigenti, ma anche con quelle di ieri. Perché se i risultati condannano l’Empoli (la sentenza era e resta appellabile), le prestazioni dicono che l’azzurro c’è e che può dire la sua. Deve continuare a farlo e farlo meglio. Prendendo di buono quello che nuova guida può offrire, ma senza gettare dalla finestra 11 mesi (scarsi) che di gioie, di gol e di vittorie ne hanno regalati assai.
Certo pretendere tutto e subito non è il massimo e non è neanche corretto. Però ora tutte fanno punti e gli azzurri non possono e non devono essere da meno. «Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare», diceva la leggenda del sax Ben Webster, e allora per l’Empoli il tempo degli sprechi è in rapido esaurimento. Forse davvero serve fare qualcosa di diverso per ottenere qualcosa di diverso. E quindi bisogna farlo. Da oggi. Perché in palio, è vero, non c’è la salvezza ma una fetta di futuro sì. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google