Gioco
Iachini vuole l’Empoli a sua immagine «Niente passerelle prendiamoci i punti»
Il tecnico chiede concretezza per il debutto contro l’Udinese «È una partita importante, mi aspetto il massimo. Da tutti»
EMPOLI
Pragmatico, deciso, ma anche misterioso. Già, è un Beppe Iachini dalle mille facce quello che si prepara alla sfida con l’Udinese. Il tecnico proprio come faceva da giocatore vuole badare al sodo, adesso servono i punti. Ma non vuole svelare come proverà ad ottenerli nascondendo la probabile formazione.
Il destino lo farà debuttare contro una sua ex l’Udinese e lui è pronto a mettergli lo sgambetto. «Si tratta di una gara importante – dice – mi aspetto il massimo da tutti i giocatori. Per me sono tutti titolari. In ogni gara ci sono tante partite da andare a giocare e chi subentra spesso cambia il match, te lo porta a casa o comunque con lo spirito giusto determina situazioni importanti. È una partita che serve anche per valutare il lavoro che abbiamo fatto. Rivincita con l’Udinese? No, ho ottimi rapporti con tutti là. Fu una parentesi sfortunata. Avevamo vinto proprio con l’Empoli e a San Siro col Milan nelle prime giornate, poi dopo la sosta si infortunarono diversi nazionali e non riuscimmo a giocare tatticamente come volevamo».
Ora, in azzurro, lLa prima settimana di lavoro dell’ex Palermo è stata intensa con allenamenti arrivati fino a buio. «Quando entro in una squadra l'aspetto tattico è importante. La squadra deve avere un'identità, un'organizzazione nelle due fasi. Abbiano potuto incamerare concetti in entrambe le fasi di gioco. Sapendoti muovere. L'Udinese è una squadra che ti gioca addosso che riparte devi essere bravo a leggere le situazioni, nelle due fasi».
Anche l’avversario si gioca molto in questa partita ma Iachini lo rispetta. «Ha lavorato bene Velazquez – sentenzia – sono partiti con la difesa a 4, ora giocano spesso a 3. Hanno fatto delle buone gare e hanno qualità dovremo essere concentrati, attenti e organizzati. L’atteggiamento? Non posso in 5 giorni cambiare tutto, spero che i ragazzi avranno il mio spirito, la mia organizzazione, i miei movimenti, dovunque sono stato è sempre andata così. Devi essere super organizzato per accelerare questo processo. La squadra diventerà figlia dell'allenatore, spero che come me abbia determinazione e concentrazione. In questa categoria non puoi sbagliare».
Ma, come accennato, il tecnico non si sbilancia sul modulo che utilizzerà. «Sto cercando di valutare bene quella che è la condizione generale, le idee da portare dentro, sulla base delle esperienze passate – spiega – stiamo lavorando su più situazioni tattiche, abbiamo tanti margini di miglioramento. Non ho la bacchetta magica per stravolgere la squadra, ma spero di vedere già qualcosa. Siamo ripartiti dalle fondamenta. Come il Sassuolo dello scorso anno questo Empoli può interpretare più moduli anche con la difesa a 3 e magari anche nel corso della stessa partita, la cosa che è importante è avere la superiorità numerica. Ma non possiamo metterci a fare la sfilata, la pesserelle, c’è poco da stare a guardare al “bellino”, andiamo a prenderci i punti. Poi dopo magari penseremo al bel gioco. In questo momento siamo come uno che viene fermato al semaforo per fare la carità. Abbiamo pochi spicci in tasca e non possiamo darli. Non possiamo regalare niente».
Pretattica sul modulo ma anche sugli interpreti. «I dubbi sono tanti – afferma – dobbiamo verificare molte cose sotto il punto di vista dell'aspetto fisico. Io difensivista? Nel calcio si danno delle etichette sbagliate, io sono stato un centrocampista di rottura e si pensa che le squadre di Iachini siano solo quelle che non fanno giocare. Il portiere? Devo parlarne con Marchisio, diventa importante nelle gerarchie dare una certezza. La Gumina? È un ragazzo che ho fatto esordire a 17 anni nel Palermo, ha qualità. Dobbiamo poter tornare a far bene tutti quanti: non mi aspetto soltanto da lui, ma da tutti». —
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