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L’Empoli si fa in tre Immersione totale nel mondo di Iachini

David Biuzzi
L’Empoli si fa in tre Immersione totale nel mondo di Iachini

Doppia sessione sul campo e una in sala video per il tecnico con il cappellino «Portarlo non è un vezzo, ho un problema agli occhi e mi servono ben aperti»

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Doppio. Anzi no, triplo. Anzi quasi quadruplo. Insomma, se il primo giorno dell’Empoli griffato Beppe Iachini era stato lungo e intenso, quello di ieri è apparso addirittura infinito. O quasi. A metterci il the end, infatti, esattamente come martedì ci ha pensato madre natura, che dopo le cinque della sera, per dirla alla Federico García Lorca, sul cielo sopra il Sussidiario, per dirla alla Wim Wenders, ha fatto scendere l’oscurità. Molto più prosaicamente, però, qui non si parla né di un libro di poesie né di un film, ma della marcia di avvicinamento degli azzurri alla sfida di domenica pomeriggio con l’Udinese. Che, dopo il ribaltone di lunedì, significa soprattutto fare in fretta. E, possibilmente, farlo pure bene.



E così ecco la doppia sessione di lavoro sul campo (in realtà, come accennato, ce ne sarà una terza ma ne parleremo in seguito). Con lavoro fisico e tecnico ma, soprattutto tattico. Che, di fatto, conferma le sensazioni del primo giorno. Ovvero nessuna rivoluzione. L’Empoli di Iachini ripartirà dall’espressione più classica di quello che fu di Aurelio Andreazzoli: dal 4-3-1-2. Per cambiare, semmai, ci sarà tempo. Diversa, però, dovrebbe essere l’interpretazione dello spartito e, in questo senso, qualcosa si può provare a intuire, soprattutto dalla prove del mattino. Ad esempio la posizione del play, da scegliere fra Capezzi e Bennacer che dovrebbe stazionare più vicino al quartetto arretrato. Uno schermo difensivo prima dell’ultima linea, insomma. Ma anche l’altro vertice del rombo, quello alto, potrebbe vivere una variazione sul tema. Sfruttando le qualità sia di Zajc che di Ucan, infatti, in particolari momenti, ovviamente di non possesso palla, lo schema può (e, forse, deve) trasformarsi in un 4-1-3-2.



Nel pomeriggio, poi, altro lavoro specifico sulla difesa. Prima solo i 4 (in una squadra Di Lorenzo, Silvestre, Maietta e Antonelli; nell’altra Untersee, Marcjanik, Rasmussen e Pasqual), poi anche col play davanti a provare i movimenti e le uscite contro un attacco in superiorità numerica. Infine la partitella, quella che per il secondo giorno consecutivo più che finire viene sospesa per oscurità, con una squadra schierata col 4-3-1-2 e l’altra col 3-5-2 dell’Udinese. Ovviamente a turno. Interpreti misti, stavolta. Con la novità (positiva) di Rodriguez costantemente in campo.



Questo quello che si è visto e intuito. Ma, in realtà, c’è stata anche una terza sessione di lavoro, altrettanto importante, che Iachini ha voluto per i suo giovanotti. Visto che la sessione era doppia, infatti, la squadra ha pranzato insieme a Monteboro, quasi come fosse un giorno di ritiro. E, consumato il pasto, non c’è stato riposo. Tutti in sala video per studiare i filmati di partite e allenamenti con gli interventi del tecnico (che anche sul campo parla spesso coi suoi giocatori per dare suggerimenti o correzioni) a sottolineare quello che vuole e quello che non vuole. Alla resa dei conti, dunque, un vero e proprio allenamento in più per il gruppo.



Già ore e ore di lavoro, dunque, con il generale Iachini sempre in prima linea e sempre con il cappellino sulla testa. Cambia il colore, fra quello che usa in campo e gli altri, ma solo quello. Attenzione, però, perché non si tratta di un vezzo o di una scelta scaramantica. L’allenatore lo indossa per motivi ben più seri, come ebbe modo di spiegare già ai tempi del Palermo. «In tanti credono che sia un’abitudine – spiegò – ma non è così. La verità è completamente diversa. Soffro di un problema agli occhi, ho una carenza di pigmento. Mettendo il cappello ho la possibilità di tenerli sempre ben aperti perché ho la giusta ombra, Ecco perché il cappellino lo tengo sempre, anche perché è meglio che gli occhi li tenga ben aperti. Ancora mi servono...». Già, serve. E serve anche all’Empoli. —



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