Gioco
Iachini inizia cercando... un altro Empoli «Equilibrio e mentalità per rialzarsi»
Il tecnico mette subito nel mirino l’Udinese: «Amo il lavoro e non le parole, dietro l’angolo c’è già una sfida importante»
EMPOLI
«Voltiamo pagina». Inizia così, con queste due parole, il primo atto sulla panchina azzurra di Beppe Iachini. A pronunciarle, però, non è il tecnico di Ascoli, che ha appena firmato un biennale con l’Empoli, ma il presidente Fabrizio Corsi, seduto accanto a lui.
E, in qualche modo, sono parole non banali. Perché il ribaltone in panchina, con l’esonero di Aurelio Andreazzoli, segna praticamente un nuovo inizio. Lo si capisce da altre parole che, nel corso della presentazione dell’allenatore, riempiono la sala stampa del Castellani. Come «equilibrio», «compattezza» e via dicendo. Esattamente quelle parole, cioè, in cui vanno cercati i motivi della scelta. «Dolorosa come non mai – ribadisce il massimo dirigente – anche se in 28 anni di presidenza non è certo il mio primo esonero. Questo di Andreazzoli, però, mi tocca profondamente. Ma come ci siamo detti con mia figlia Rebecca e l’ad Ghelfi le decisioni vanno prese pensando al bene di un’azienda e non a livello emotivo. Così abbiamo scelto Iachini che, secondo tutti noi, può darci quello che ci è mancato come combattività, equilibrio e rispetto dell’avversario».
Sarà un altro Empoli, insomma. Che baderà al sodo o, almeno, che cercherà di farlo. «Intanto – spiega Iachini – ringrazio Corsi, i direttori e la società per la fiducia. C’era stima reciproca, empatia, da tanti anni, ora le strade si sono congiunte. Ma i miei primi pensieri sono per Andreazzoli, umanamente e professionalmente gli sono vicino. So cosa sta passando in questo momento».
E sa anche cosa ha in mente per il “suo” Empoli, il nuovo allenatore. «Come ho sempre fatto partirò dalle caratteristiche dei giocatori. Il modulo sarà una conseguenza – rivela – ho giocato in tanti modi, con la difesa a 3 o a 4, sempre cercando di ottenere il meglio. Sarà così anche qui, dove trovo un gruppo di qualità. Cercherò di valorizzarle attraverso il gioco. Perché se non giochi non fai risultato e a noi interessa farli».
Come lo scorso anno, quando il Sassuolo lo chiamò al posto di Bucchi. «La squadra era penultima – ricorda, con giustificato orgoglio – e siamo arrivati all’11° posto. Qui, ora, mi aspetta un lavoro complicato e difficile, lo so, ma dobbiamo farlo e farlo in fretta visto che domenica ci aspetta già una partita importante con l’Udinese». Lavoro complicato, dice Iachini, anche dal fatto che stavolta sostituisce un collega che in meno di 11 mesi ha tracciato un solco profondo. «Trovo giusto e anche doveroso che tutto l’ambiente si senta legato ad Andreazzoli – continua il suo successore – e spero di riuscire anche io a farmi apprezzare attraverso il lavoro sul campo. Vedete, io non ho la bacchetta magica, non amo parlare tanto ma nel lavoro credo molto e proprio su questo baserò la mia esperienza a Empoli come ho sempre fatto».
Esperienza che poteva anche chiamarsi... Grecia. «C’erano dei contatti – svela – e ne sono orgoglioso. Ma c’erano anche con altri club, pure di A. Però, come detto, con l’Empoli c’è sempre stato un certo feeling e, parlando coi direttori, ho capito che ci sono i presupposti per un lavoro importante. Ripeto, so che è complicato, ma la mia carriera è piena di cose complicate».
Lavoro che porterà avanti con il suo vice Giuseppe Carillo e il preparatore Fabrizio Tafani. «La classifica è questa – dice ancora – inutile nascondersi. Però c’è il tempo per migliorarla. Calendario alla portata? Nel calcio niente è alla portata, le cose devi prendertele. Noi ci proveremo con equilibrio, mentalità, organizzazione e le qualità che indubbiamente ci sono. Intanto, in vista dell’Udinese, cercheremo di conoscere al meglio tutti e di dare già alcuni concetti di gioco chiari e netti».
Come chiari e netti arrivano gli ultimi due messaggi del presidente Corsi: «Non abbiamo cambiato per i 5 gol di Napoli – spiega – ci era già capitato di prenderne tanti al San Paolo. Semmai sono quelli presi a Parma e a Frosinone ad avere avuto un peso. Il rischio era di arrivare a Natale con tanti complimenti, tanti applausi e pochi punti in classifica. Rimpianti di mercato? No, ho fiducia in questo gruppo e proprio di fiducia e punti ora abbiamo bisogno. Quindi no, non rimpiango nessuno». —
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