Il Tirreno

Empoli

il racconto e le reazioni 

Un’avventura lunga appena 323 giorni ma condita di tante vittorie e soddisfazioni E il popolo azzurro è tutto dalla sua parte

D.B.

EMPOLISecondo Isabel Allende «non esiste separazione definitiva fino a quando c'è il ricordo». E, oggi più che mai, le parole della scrittrice cilena risuonano forti e chiare. Già, perché l’avventura...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

Secondo Isabel Allende «non esiste separazione definitiva fino a quando c'è il ricordo». E, oggi più che mai, le parole della scrittrice cilena risuonano forti e chiare. Già, perché l’avventura di Aurelio Andreazzoli sulla panchina dell’Empoli non ha avuto il lieto fine che meritava, ma è stata intensa e ricca di gioie. Praticamente indimenticabile, appunto.

È durata 323 giorni, poco meno di 11 mesi. Ma ricchi, pieni. Soprattutto di vittorie. Arrivò lo scorso 17 dicembre e, anche in quel caso, con una mossa sorprendente: via Vincenzo Vivarini, dopo un pareggio a Cremona, dentro il tecnico di Massa che negli ultimi anni (non pochi) aveva sempre vissuto all’ombra di altri: Spalletti, soprattutto, ma anche Luis Enrique, Garcia. Non fu accolto bene. Anzi. Attorno a lui c’era molto scetticismo. Venne subito ribattezzato “nonno Aurelio”, soprannome che poi gli è rimasto appiccicato addosso, ma in senso positivo.

Già, perché lo scetticismo Andreazzoli lo ha spazzato via facendo giocare bene l’Empoli, facendolo vincere. La squadra, subito disegnata con il 4-3-1-2, diventa ben presto una corazzata. Diverte, fa punti, impone il suo calcio offensivo su tutti i campi e prima che finisca aprile è già promosso in Serie A. Non è la prima promozione dell’Empoli ma è quella dei record: punti (55 su 69 disponibili da metà dicembre in poi), gol fatti, vittorie (16 su 23 partite). Dietro, però, c’è anche il suo atteggiamento, il suo modo di porsi. Piace, Andreazzoli, e il popolo azzurro glielo dimostra spesso e in tante maniere.

E anche ora, con numeri decisamente diversi (1 vittoria, 3 pareggi e 7 sconfitte in 11 turni di campionato) il feeling non è mai venuto meno. Non a caso da ieri pomeriggio, cioè quando le voci di esonero sono rimbalzata e dopo il comunicato ufficiale dell’Empoli, gli attestati di stima si sono sprecati. Sui social, in particolare, il 99% dei commenti erano a favore del tecnico e contro le scelta della società. Quella di esonerarlo insieme ai collaboratori Lazzini e Aliboni, cioé, ma non solo. Nel mirino, infatti, anche e soprattutto quello di mercato. Coi nuovi che stentano e i ceduti rimpianti (a partire da Donnarumma).

Insomma come passare da «Andreazzoli chi?» a «grazie mister» in meno di 12 mesi. Perché, evidentemente, Andreazzoli paga il conto per tutti ma... «non esiste separazione definitiva fino a quando c'è il ricordo». —

D.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web