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Empoli

L’eroe del Castellani appende i guanti A 31 anni Dossena riparte dal basket

Alessandro Marmugi
L’eroe del Castellani appende i guanti A 31 anni Dossena riparte dal basket

Nel 2012 salvò l’Empoli parando il rigore col Vicenza «Troppi infortuni, ho capito che il mio percorso era finito»

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EMPOLI

Usain Bolt, dopo essere diventato l'uomo più veloce del mondo, ha deciso di lasciare le piste di atletica e di indossare le scarpe da calcio. Rio Ferdinand invece dall'Old Trafford, dalle Champions League e le premier decise di passare al ring. Michael Jordan abbandono il parquet e la palla a spicchi per provare a diventare un campione di baseball.

Da uno sport all'altro sono tanti i campioni che hanno provato il salto in una nuova disciplina. Tra questi c'è anche un portiere, che non avrà vinto quanto gli sportivi sopracitati, ma che per gli empolesi resta, nel libro dei ricordi, come uno degli eroi delle ultime stagioni. Già Renato Dossena, classe 1987, con le sue parate, con una in particolare, ha evitato all’Empoli una tragica retrocessione in Lega Pro. Oggi a sei anni di distanza da quella eroica serata, l'ex estremo difensore ha deciso di dire addio al calcio, di appendere gli scarpini al chiodo e di lanciarsi nel mondo della pallacanestro. Già da Marassi e dall'Olimpico di Torino al palazzetto sotto casa a Firenze, per privare qualche tiro da 3 punti con gli amici. E pensare che il playout della stagione 2011-2012 è una pagina epica per la storia dell'Empoli. La svolta, la gara che ha portato gli azzurri dall'orlo del baratro a ritrovare le vette della serie A.

Tutti si ricordano sul 2-2, il rigore per il Vicenza, Paolucci sul dischetto e la parata, decisiva di Dossena. Il volo e poi Renato, immobile a ricevere l'abbraccio dei compagni. Maccarone chiuse la gara segnando il 3-2 e l'Empoli dopo quella partita in cui aveva sfiorato la Lega Pro, riparti con Maurizio Sarri. Il resto è storia recente.

Per Dossena poi è iniziato un peregrinare per varie piazze. Da Venezia fino ad arrivare a Carpi, fermato soprattutto dagli infortuni. Tanti e gravi che alla fine, come spiega lui stesso intercettato da una tv locale, durante un torneo di pallacanestro lo hanno costretto a cambiare vita.

«Il mio percorso mi ha portato in tante piazze calcistiche importanti – racconta Dossena - da Empoli a Carpi, passando per Como e Venezia. Ma questo percorso adesso è finito, a causa dei problemi fisici che mi hanno attanagliato in questi ultimi anni, soprattutto a Carpi. Ho avuto un infortunio davvero grave – prosegue – la rottura multipla del tendine d'Achille – che mi ha portato a tanti mesi di recupero e ha fatto maturare in me l'idea di interrompere quello che è stato il mio percorso calcistico. Poi è nata questa passione che in realtà c'è sempre stata, perché ho sempre amato il basket. Trovando persone vicine e amici che praticavano questo sport ho scelto di provare a intraprendere un nuovo percorso, perlomeno per quanto riguarda l'aspetto dilettantistico nella pallacanestro».

Così Dossena si è lanciato nel mondo della palla a spicchi e con la sua squadra, i Jaguars Firenze, si è rimesso in gioco nel mondo della pallacanestro amatoriale. Proprio in questi giorni lui e i suoi amici si sono classificati al secondo posto del torneo di basket 3 contro 3 che precede la stagione. Non si tratta del basket classico ma è una formula particolare dove si gioca con 3 uomini per squadra e dove la durata dei tempi è minore. Ma l'intensità è altrettanto alta e Dossena, dall'alto del suo metro e novanta di altezza ha già fatto vedere di che pasta è fatto. Adesso si tufferà nel campionato e chissà se come col Vicenza, in quella magica notte, riuscirà ad essere decisivo nel momento più difficile e caldo della partita. Questa volta ovviamente, non parando un rigore. Magari realizzando un tiro da 3 punti, proprio mentre suona la sirena. —



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