Il Tirreno

Empoli

A più di 8 mesi dalla frattura della tibia Provedel ha ritrovato il suo posto nell’undici titolare e ora parla di come ha vissuto questo periodo, del rientro, di CR7 e della sfida contro il Napoli 

Il piccolo Neuer è tornato fra i pali «Felice, ma conta solo la salvezza»

David Biuzzi
Il piccolo Neuer è tornato fra i pali «Felice, ma conta solo la salvezza»

L’intervistaDavid BiuzziIl piccolo Neuer è tornato. Ci ha messo del tempo, forse più del previsto, ma è tornato. Fra i pali, in quello che ha scelto essere il suo habitat naturale dopo anni, i primi,...

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L’intervista

David Biuzzi

Il piccolo Neuer è tornato. Ci ha messo del tempo, forse più del previsto, ma è tornato. Fra i pali, in quello che ha scelto essere il suo habitat naturale dopo anni, i primi, trascorsi a giocare da trequartista. Trascorsi che, oggi, fanno di Ivan Provedel uno dei più moderni interpreti del ruolo, proprio sullo stile del fuoriclasse della Germania.

E ora può dimostrarlo anche al tavolo dei grandi. Dopo una parentesi complicata, con il grave infortunio subito nel gennaio scorso (frattura della tibia in uno scontro fortuito durante un allenamento), l’intervento e il lungo periodo di recupero. «È vero – sottolinea il guardiano azzurro – è stato un lungo cammino, un percorso. Ma ora sono qui, contento di essere finalmente tornato».

Se lo aspettava più breve questo percorso?

«È stato il primo grave infortunio della mia carriera e non sapevo bene cosa aspettarmi. Sapevo solo che sarebbe stata lunga. La parte più difficile, poi, è stata ritrovare la condizione, la forma, una volta arrivata la guarigione clinica».

Come si è sentito a stare fuori, in panchina?

«Ho sempre lavorato per ritrovare il prima possibile tutto quello che avevo perduto, che l’infortunio si è portato via. Stare in panchina non mi ha fatto perdere serenità, anche perché l’unico obiettivo che avevo e che ho in testa è la salvezza dell’Empoli. Oltretutto Pietro (Terracciano, ndr) ha fatto molto bene quando ha giocato. E qui siamo 25 buoni giocatori che devono pensare soprattutto al bene della squadra».

Poi a Frosinone è tornato titolare, se lo aspettava?

«Diciamo che era da un po’ che avevo buone sensazioni, lavorando, ma di giocare l’ho saputo prima della partita».

Emozionato?

«Non proprio. Dal giorno dell’infortunio ha lavorato duramente per farmi trovare pronto. Poi, ovviamente, tornare dopo 8 mesi e mezzo qualche sensazione particolare la suscita».

E dopo 8 minuti ecco l’autogol di Silvestre a spezzare l’incantesimo...

«Beh, fa parte del gioco».

E poi, sabato scorso, si è trovato di fronte il “mostro” CR7.

«La Juve è un squadra top, in Italia e in Europa, e Ronaldo la punta di diamante. Però è stato bello confrontarsi con tutti, non solo lui».

Che poi, però, le ha fatto un gol da paura.

«Bravo lui, senza dubbio. E noi forse nell’occasione potevamo fare qualcosa di meglio».

Sembra un discorso che vale in generale per il cammino dell’Empoli, che non sta facendo male ma...

«L’Empoli sta migliorando settimana dopo settimana. Sotto il profilo della qualità la squadra è cresciuta molto dall’inizio della stagione. Ci sono da sistemare ancora i dettagli, ma su questo stiamo lavorando e lavorando sodo perché sono i particolari che in un campionato competitivo come questo fanno la differenza».

E ora c’è il Napoli.

«E sarà una partita secondo me ancora più difficile rispetto a quello con la Juve. Anche perché questa settimana non ci sono di mezzo impegni di Champions. Ma andremo a giocarcela, come abbiamo sempre fatto. Perché sul cammino che porta alla salvezza nessuno ci regalerà niente, dobbiamo conquistarcela tutta noi. E anche perché abbiamo sempre dimostrato di giocarcela contro chiunque».

Anche con la Juve, visto che la partita è finita con lei dentro l’area di rigore avversaria alla ricerca del gol del pareggio...

«È la dimostrazione di quanto di buono l’Empoli ha fatto sabato. Secondo molti non doveva esserci partita, invece abbiamo dato tutto tenendola aperta fino all’ultimo secondo. E lo stesso dobbiamo cercare di fare anche in casa del Napoli».

Provedel oggi come sta?

«Bene. Mi sento bene. È chiaro che dopo più di 8 mesi fuori devo ancora migliorare. Ma sto bene e non è poco».

Anche perché deve guardarsi dalla concorrenza di Terracciano?

«Ma no, in una squadra non si ragiona così. Ognuno deve pensare a dare il meglio e a metterlo al servizio del bene comune, cioè per raggiungere la salvezza».

Che soddisfazione le ha dato una prodezza come la parata su Pjanic?

«Sul momento molto, ma alla fine non è servita per fare risultato. Quindi lascia il tempo che trova». —



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