Il Tirreno

Empoli

Nel mondo dell’Uisp anche l’addio al calcio giocato di alcuni personaggi speciali può trasformarsi in un autentico evento 

La Scalese festeggia in campo e a tavola le nuove vite dei suoi quattro moschettieri

ALESSANDRO MARMUGI
La Scalese festeggia in campo e a tavola le nuove vite dei suoi quattro moschettieri

LA STORIAALESSANDRO MARMUGIGenerazione di fenomeni. Sì, proprio come quella che raccontano gli Stadio di Gaetano Curreri in una delle loro più famose canzoni. Già, una generazione che appende gli...

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LA STORIA

ALESSANDRO MARMUGI

Generazione di fenomeni. Sì, proprio come quella che raccontano gli Stadio di Gaetano Curreri in una delle loro più famose canzoni. Già, una generazione che appende gli scarpini al chiodo ma che continua a mettere la testa e il cuore su quel campo a La Scala. Sono loro, gli ex calciatori che hanno fatto grande la Scalese, che hanno regalato gioie immense agli amanti della maglia gialloblù e che questa estate hanno deciso di smettere con il calcio giocato.

Sì, basta corse, basta gol, ma mai basta del tutto con la Scalese. E per questo hanno deciso di non lasciare quella grande famiglia Uisp che conserva ancora oggi il vero spirito amatoriale. Stessa maglia ma nuovi ruoli. E così la società, gli amici e tanti che hanno condiviso con loro momenti indimenticabili sul campo hanno deciso di festeggiarli. Col pallone e a tavola. A dire basta dopo anni e anni di onorata carriera sono state 4 colonne del team sanminatese: Alessandro Nuti, Dario Picchi, Dennis Adorni Fontana e Giovanni Rubino si sono congedati. Hanno tutti dai 30 ai 40 anni di età, chi per un motivo chi per un altro ha deciso di smettere di sudare e correre in campo. Qualcuno ha deciso di andare in panchina, come Dario Picchi che oggi è il nuovo allenatore della squadra, altri di diventare dirigenti. In occasione del memorial “Leo Palandri”, che ha visto anche un triangolare proprio con la Scalese, il Ponzano e Le Colline, la società ha deciso di salutarli nel migliore dei modi con una partita che ha visto scendere in campo le vecchie glorie della società, oltre a qualche storico big del calcio Uisp nostrano. I blu hanno sfidato i gialli in un match ricco di emozioni.

Tra i blu sono scesi in campo con Nuti e Adorni anche Trinchetti, Palandri, Bagnai, Bacchi, Trotta, Lamorte, Thiobou, Turini ed Esposito. Nella squadra dei gialli, invece, con Picchi e Rubino sono scecsi in campo Bagnai, i fratelli Benedetti, Carrai, Fabrizio Faraoni, Finucci, Concialdi, Carduccio, Casini e Petreni, oltre a Lorenzo Larini della Cdp Limite. Tanti calciatori storici, come Faraoni che con la Scalese ha vinto 2 scudetti negli anni 80. Tanti volti noti. Alla fine a vincere sono stati i blu per 4-2. Ma la giornata non è certo terminata sul campo. I quattro moschettieri, che hanno dato l’addio al calcio giocato sono stati premiati con una targa ricordo, poi la festa si è spostata al circolo di La Scala dove è andata in scena una bella cena alla quale hanno partecipato circa 250 persone. Una cena perfettamente riuscita grazie all’impegno della Casa del popolo e di tutti i volontari.

Un vero successo grazie anche all’intuizione dei “padri” ideatori di questo evento. Come Fabrizio Scali, memoria storica della Scalese e figlio del presidente che guidò la squadra gialloblù alla conquista di 3 scudetti negli anni 80. Bellissime anche le sue parole per ricordare Leo Palandri. L’altro grande protagonista della giornata è il presidentissimo della Scalese, fino allo scorso anno, Franco Maltinti.

Adesso per i 4 moschettieri, Nuti Adorni Fontana, Picchi e Rubino è iniziato una nuova storia. Ma ovunque li porterà il calcio, ovunque saranno, apparterranno sempre alla grande e numerosa famiglia Scalese. —

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