Gioco
Il rompicapo di Andreazzoli: un altro vestito per l’Empoli
Le assenze a centrocampo costringono il tecnico a studiare nuove soluzioni E dopo il 4-3-1-2 e il 4-3-2-1 ora spunta anche un 4-2-3-1 molto flessibile
Empoli
C’è lo vedete “nonno Aurelio” con il cappello da apprendista stregone che cerca la formula magica? Ok, l’immagine è un po’ forte ma in qualche modo rende l’idea. Già, perché ieri mattina il tecnico azzurro ha riaperto il suo laboratorio, quello tattico, in cerca della ricetta giusta per provare a fermare... il diavolo. Cioè il Milan nella sfida di giovedì al Castellani.
Lo costringono a farlo soprattutto le assenze, perché dopo la corsia di sinistra, con Antonelli e Pasqual ancora fuori causa, anche la mediana ora ha perso i pezzi: Acquah out per infortunio e Zajc per squalifica. Ma, evidentemente, anche il valore dell’avversario e una classifica che non si è mossa negli ultimi 180 minuti, stanno convincendo l’allenatore a un nuovo cambio. Nella sessione di ieri mattina, infatti, non ha provato solo uomini diversi nel ruoli lasciati scoperti, ma anche un nuovo spartito tattico. Che non è il 4-3-1-2 marchio di fabbrica ma neanche il 4-3-2-1 visto (e peraltro con discreti risultati) nel corso del match con la Lazio. Altro giro altra corsa, insomma. Ma anche altro modulo. Con un 4-2-3-1 piuttosto articolato, flessibile, quasi “ibrido”.
L’idea di fondo, infatti, sembra quella di affidarsi a una serie di elementi di qualità, in mezzo, per fare densità ma anche creare problemi alla fase difensiva dei rossoneri. Un progetto che l’allenatore probabilmente perfezionare nelle sessioni di lavoro dei prossimi due giorni, ma entrambi sono previste a porte chiuse e, dunque, dovranno fare fede le esercitazioni di ieri mattina. Con le scelte sui singoli tutte da verificare vista l’assenza di Krunic che però dovrebbe essere stata, secondo le rassicurazioni dell’Empoli, poco più che precauzionale. Ad ogni modo sul campo Andreazzoli ha schierato una coppia mediana assolutamente inedita: Capezzi, non più nella posizione di play ma da centrocampista di difesa, e Rasmussen, che già nel precampionato è stato utilizzato anche in una posizione più avanzata. Qualche metro più avanti, invece, ecco una linea a 3 composta da Traore a destra, Bennacer centrale e Ucan a sinistra. Un tris di qualità, insomma, alle spalle dell’unica punta Caputo (che anche da solo è in grado di graffiare come dimostrato, anche se senza concretezza, nel match con la Lazio).
Questo, come detto, si è visto ieri. Ma attenzione perché le varianti possono essere più di una. Oltre al già citato Krunic, infatti, c’è da considerare anche La Gumina che nello stesso contesto tattico ieri ha agito da esterno sinistro, ovviamente offensivo. Inoltre la presenza del bosniaco potrebbe far slittare fuori daall’undici titolare Rasmussen, Ucan, Traore o più difficilmente Bennacer. Perché in questo strano 4-2-3-1, e forse è uno degli aspetti che stuzzica la fantasista di Andreazzoli, molti giocatori possono ricoprire più ruoli. Tanto che, a seconda delle scelte sui singoli, anche il modulo può facilmente trasformarsi, anche in corso d’opera, negli altri due già utilizzati nel corso di questo campionato. Un bel rompicapo, insomma. Ma d’altronde l’unico che deve avere le idee chiare, in tutto ciò, è proprio Andreazzoli. —
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