Il Tirreno

Empoli

dopo il pari col Chievo 

La difesa torna bunker Ma Andreazzoli trema per Antonelli e Maietta

David Biuzzi

Letture perfette e poche sbavature nel match di Verona Il terzino rischia un lungo stop, il centrale preoccupa

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EMPOLI

Come certificato da Eduardo De Filippo, con la sua immortale commedia del 1973, gli esami non finiscono mai, ma per il primo mini-spicchio di campionato dell’Empoli fa fede anche una celebre frase della “regina del crimine”, al secolo Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». E le sfide con Cagliari, Genoa e Chievo una cosa l’hanno detta: la difesa c’è.

È vero, i gol al passivo sono 2, che in 3 gare non è poi il massimo della vita. Ma 2 sono già anche i “ clean sheet”, ovvero le partite a porta immacolata, di Terracciano e 5 su 6 le frazioni di gioco senza reti al passivo. Tolti gli sbandamenti di Genova, insomma, sarebbe un percorso netto. Di sicuro il fatto di aver sempre avuto oltre il 60% di possesso palla aiuta non poco (“muro” valicato anche al Bentegodi), ma proprio contro i veneti la retroguardia è davvero apparsa una certezza. Con letture perfette, errori ridotti quasi al minimo e un rendimento importante da parte di tutto e quattro i moschettieri della retroguardia: da Di Lorenzo a Silvestre passando per Pasqual, che ben presto ha dovuto rimpiazzare l’infortunato Antonelli, e il “ministro Maietta. Il giocatore, quest’ultimo, non a caso indicato da Andreazzoli come il caposaldo della difesa azzurra.

Che ora, però, tiene in ansia (e non poco) l’allenatore. Perché se sul campo la difesa è la nota lieta, purtroppo non si può dire la stessa cosa di quello che accade fuori. E, più precisamente, in infermeria. Con Antonelli che ha riportato, come certificato dagli esami clinici e dalla successiva nota del club, «una lesione distrattiva di secondo grado al muscolo bicipite femorale» della coscia destra. Uno strappo, insomma, con la rottura di diverse fibre. E con uno stop che, a seconda della reazione alle cure, potrebbe andare da 1 a 2 mesi. L’unico aspetto che fa ben sperare è che il punto in questione non è dei peggiori (per le terapie). Per Maietta, invece, sono previsti nuovi accertamenti fra oggi e domani. E saranno decisivi: se si tratta di un nuovo problema muscolare potrebbe non essere grave, ma se dovesse rivelarsi una ricaduta sul vecchio infortunio (quello patito col Cittadella), anche per lui i tempi potrebbero non essere particolarmente brevi. —



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