Il Tirreno

Empoli

Il centrocampista ghanese (andrà in Nazionale per la sfida al Kenya) racconta i retroscena della trattativa e le sue sensazioni in azzurro 

L’entusiasmo di Acquah «Ho scelto l’Empoli perché qui ci si diverte»

Alessandro Marmugi
L’entusiasmo di Acquah «Ho scelto l’Empoli perché qui ci si diverte»

L’intervistaAlessandro Marmugi / EmpoliL’entusiasmo è quello di un bambino che arriva al parco giochi: «Sono venuto qui perché a Empoli ci si diverte». Lo dice chiaramente Afriyie Acquah, che ha...

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L’intervista

Alessandro Marmugi / Empoli

L’entusiasmo è quello di un bambino che arriva al parco giochi: «Sono venuto qui perché a Empoli ci si diverte». Lo dice chiaramente Afriyie Acquah, che ha deciso di vestire l’azzurro perché stregato dal modo di giocare dalla squadra di Andreazzoli.

E adesso che ha iniziato a provare le giostre di “Aureliolandia” le sensazioni che aveva avuto dall’esterno sono state totalmente confermate. Ci è voluto un bel po’ prima che arrivasse al Castellani, una trattativa lunga e difficile, ma è lui stesso, fresco di convocazione col Ghana per la sfida al Kenya, a spiegare come è andata e come si è sbloccata. «Mazzarri voleva che restassi a Torino – racconta Acquah – ma mi ha spiegato che non sarei stato titolare. Per questo ho preferito andare in un’altra squadra per avere più spazio. Alla fine mi hanno lasciato andare, sono contento di questo e sono felice di essere arrivato ad Empoli. La prima partita è andata bene, la seconda meno, ma sono contento».

Cos’è che l’ha colpita?

«Qui si gioca molto bene e per me è l’ideale. Quando ero a Torino e mi è stata messa davanti questa possibilità non ci ho pensato due volte, sapevo che sarebbe stata la piazza giusta e queste prime settimane me lo confermano».

L’obiettivo, però, è quello della salvezza.

«Credo che ci siano tutte le carte in regola per arrivarci. Noi cerchiamo di farlo giocando la palla, facendo tanto movimento. Col Cagliari abbiamo fatto molto bene, ma è stato così anche col Genoa. Purtroppo abbiamo preso due gol in venti minuti, ma alla fine abbiamo fatto meglio noi. Dobbiamo guardare avanti».

Testa alta, pedalare e provare a vincere divertendosi: è questo il motto?

«Ci si diverte davvero a giocare in questa squadra. E devo ammettere che è anche facile. Si fa fatica quando si deve sempre inseguire il pallone, ma qui lo abbiamo spesso noi, teniamo in mano il pallino del gioco e quindi dobbiamo correre di meno».

Il sSul suo ruolo preferito?

«Seguo le indicazioni del mister . In Nazionale ho giocato anche come regista, ma in Italia ho sempre fatto l’interno di centrocampo. Per me il ruolo è indifferente, anche se oggi mi trovo meglio nella posizione che ho occupato nelle ultime giornate. Il mister mi chiede di buttarmi nello spazio, di attaccare la profondità e di stare alto. Ma soprattutto vuole che lavori per la squadra».

Domani, intanto, c’è una sfida delicata, contro il Chievo, reduce dalla batosta del Franchi.

«È difficile affrontarli, specialmente in casa. Noi andiamo a Verona per fare la nostra partita e poi vediamo».

Se la vedrà anche con il suo amico ed ex compagno Obi...

«Mi farà piacere affrontarlo, siamo molto legati, abbiamo giocato insieme sia a Torino che a Parma. È un grande amico, ma domani sarà avversario. Ci siamo sentiti, dovremo stare attenti a non passarci la palla tra noi, a ricordarci che almeno questa volta siamo in due squadre diverse...». —

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