Gioco
A Marassi col Genoa dopo la tragedia Andreazzoli: sarà una gara emozionante
L’Empoli alla prima trasferta di campionato, il tecnico: «Nessun dubbio per l’attacco, ma voglio che la squadra cresca»
EMPOLI
Una sinfonia nel silenzio. Una musica dolce e vincente in mezzo a decine di migliaia di persone mute. L’Empoli riparte col Genoa, o forse sarebbe meglio dire il Genoa riparte con l’Empoli. La squadra rossoblù torna in campo dopo aver saltato la prima per la tragedia del ponte Morandi. L’Empoli va a fargli visita in un ritorno al calcio giocato per i genoani dal sapore particolare. Con le tifoserie che staranno in silenzio per quasi tutto il primo tempo in ricordo delle vittime.
Sarà una gara psicologicamente difficile per tutti, ma un calcio ad un pallone potrebbe essere lo stimolo giusto per guardare avanti. Lo pensa anche Aurelio Andreazzoli che, dopo la vittoria col Cagliari, vuole vedere un Empoli ancora una volta carico e concentrato. Un Empoli che sappia suonare la sua musica anche in un drammatico silenzio. «Sarà una partita con aspetti tecnici e tattici da seguire – spiega l’allenatore – come tutte le gare, ma l’ambiente che troveremo ci porterà alla sofferenza che loro hanno avuto. Ma mi farà piacere essere lì e soffrire con loro. È una tragedia che pesa, ma sarà bello stare con loro».
Di fronte ci sarà un avversario alla sua prima di campionato. «Il Genoa è una squadra consolidata – spiega Andreazzoli – sempre ostica con ogni allenatore che ha avuto. È un ambiente fantastico, Marassi trascina la squadra, ma spinge anche chi va a giocare lì. Hanno un attacco imprevedibile e questa è la carta vincente. Possono scegliere. Sento che hanno anche qualche dubbio, hanno giocatori di valore, ci aspettiamo una gara difficile, con molti aspetti a cui stare attenti. Ma noi siamo pronti».
Sui benefici della vittoria col Cagliari, il tecnico spiega che «vincere e convincere ti dà sensazioni diverse. Sotto il profilo del lavoro non c’è stata nessuna differenza. I ragazzi non hanno mai calato nell’intensità. Abbiamo fatto una settimana normale, anche se aver vinto ha influito». Si affrontano due allenatori low profile. «Serve anche urlare in campo – spiega Andreazzoli – ma già è difficile farlo al Castellani per il frastuono, figuriamoci a Genova. Chiedo aiuto a qualcuno dei miei, sarà da evitare di sgolarsi. In genere mi domandavo come mai stessi zitto e gli altri avevano tanto da dire, mi domandavo se era un mio difetto. Ma io faccio così, è il mio modo di fare. In passato mi ero battuto per far inserire il time out per comunicare meglio con i ragazzi. Si andrebbe anche ad aiutare il bel gioco. In altri sport viene fatto».
Il tecnico azzurro può contare su una squadra duttile. «Mi piacciono i calciatori duttili, conosciamo bene Bennacer, può fare il regista e può giocare con Capezzi. Così come Acquah perché ha conoscenze e qualità. Ci alleniamo in modo da cambiare i ruoli. E questo porta i ragazzi ad esprimersi in maniera più compiuta».
Ma il mister può contare anche su una squadra in crescita. «Spero che l’Empoli cresca come squadra, le individualità non ti portano da nessuna parte. I calciatori devono imparare a muoversi coi compagni e agli avversari». Sull’attacco “Nonno Aurelio” ha le idee chiare: «Dubbi non ne ho. I ragazzi mi danno certezze e quelli che non sono utilizzati, sono meritevoli di attenzione. Anche Levan sta arrivando, Mraz molto bene. Sono quasi tutti pronti». Infine un augurio a Polvani, gravemente infortunato. «Mi dispiace per lui è un ragazzo di valore, gli auguro una pronta guarigione». —
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