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Empoli

L’Empoli si prepara alla trasferta a Marassi di domenica sera, parla l’ex capitano rossoblù Luca Antonelli, subito protagonista in azzurro 

«Un’emozione tornare nella mia Genova ferita Siamo un grande gruppo e vogliamo vincere»

ALESSANDRO MARMUGI
«Un’emozione tornare nella mia Genova ferita Siamo un grande gruppo e vogliamo vincere»

l’intervistaPer lui quella del Ferraris sarà una partita speciale. Tante emozioni nel rivedersi con la maglia rossoblù e la fascia di capitano al braccio. Emozioni ancora più amplificate visto il...

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l’intervista

Per lui quella del Ferraris sarà una partita speciale. Tante emozioni nel rivedersi con la maglia rossoblù e la fascia di capitano al braccio. Emozioni ancora più amplificate visto il momento difficile che sta vivendo la città dopo la tragedia del ponte Morandi. Ma Luca Antonini è pronto anzi è nato pronto. Lo si è visto domenica quando col Cagliari, dopo appena una settimana di allenamenti Andreazzoli lo ha buttato nella mischia da titolare. E lui ha risposto subito presente. E per domenica (ore 20.30) è pronto a fare il bis.

Per lei quella di domenica sarà una partita speciale, in un momento al quanto particolare…

«A Genova ho vissuto quattro anni bellissimi, ero capitano sono stato veramente bene. Dispiace per quello che è successo alla città. Siamo vicini, io e la squadra, a tutte le famiglie delle vittime. Sarà una gara difficile, lo stadio di Genova è uno dei più caldi della serie A, ma siamo pronti vogliamo i tre punti».

Tra l’altro stava per tornare proprio al Genoa, è vero?

«Mi volevano anche loro, sarei tornato lì volentieri ma alla fine ho preferito Empoli. È la squadra che mi ha voluto di più, c’è un progetto importante e mi è bastato davvero poco per capire che qui si fanno le cose per bene».

Com’è nata la trattativa per arrivare a Empoli?

«C’erano diverse squadre che mi volevano, ma dopo una chiacchierata coi direttori ho firmato subito. Mi hanno spiegato il progetto e ho accettato subito. È la squadra che mi ha voluto di più».

A giocarsi il posto con lei c’è anche un certo Pasqual...

«Lo devo solo ringraziare perché mi ha accolto benissimo, ci sarà bisogno di tutti e due e ovviamente deciderà il mister chi giocherà».

Quanto l’ha aiutata suo padre, ex calciatore nel crescere in questo mestiere?

«Se uno non ha meriti poi non va da nessuna parte. Mio padre mi aiuta tanto, non mi ha mai intralciato, mi ha sempre detto di ascoltare mister e compagni. Mi dà ottimi consigli».

Al Milan dove ha lasciato un buon ricordo sia ai compagni che ai tifosi...

«Sono contento perché ho ricevuto tanti attestati di stima, sia dai tifosi che dai compagni di squadra che mi hanno scritto dei messaggi. Sono felice di aver lasciato qualcosa in quello spogliatoio mi gratifica moltissimo. Soprattutto perché è uno spogliatoio importante come quello del Milan».

Com’è stato l’impatto con la squadra?

«Mi sono trovato bene sia col gruppo che coi ragazzi, devo ringraziare tutti perché mi sono immediatamente trovato a mio agio. Anche il mister mi ha aiutato molto. Sono arrivato alla vigilia della partita col Cittadella che abbiamo perso e poi col Cagliari ci siamo subito riscattati. È stata una vittoria importante».

Qual è il segreto di questo Empoli?

«Il gruppo. Se si è un bel gruppo si possono fare dei buoni risultati. Noi fortunatamente lo siamo anche se dobbiamo lavorare comunque per migliorare questo aspetto ogni giorno».

Salvezza alla portata?

«Dovremo lottare fino alla fine, siamo uniti e questo certamente ci aiuta. Col Cagliari ha inciso tantissimo. Non conoscevo molti di questi giocatori, Zajc e Krunic hanno tantissimo talento mi hanno impressionato molto, mentre i nuovi hanno tanta esperienza. Silvestre ha 300 partite in A, Acquah 150 ed è una forza della natura, anche Capezzi ha grandi valori Credo che si sia creato un bel mix tra giovani e calciatori di esperienza, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo». —

ALESSANDRO MARMUGI

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