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Empoli

CALCIO E GLOBALIZZAZIONE 

In maglia azzurra 16 nazioni È l’Empoli formato... mondiale

ALESSANDRO MARMUGI
In maglia azzurra 16 nazioni È l’Empoli formato... mondiale

È la rosa più internazionale di sempre nella storia del club di Monteboro e in questa stagione in serie A è seconda soltanto a quella dell’Udinese 

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EMPOLI

Adesso potete chiamarli pure Stati Uniti di Empoli. Già, perché quello che ha appena iniziato il suo cammino in serie A infatti è l’Empoli più internazionale di sempre. Sono ben 16 infatti le nazionalità presenti in squadra, 16 nazioni differenti, Italia compresa sui 26 calciatori che compongono la rosa. Che tutte assieme vanno a formare un vero e proprio mosaico multiculturale.

Dall’Africa al Sudamerica, passando per l’Europa dell’est, fino ad arrivare alla penisola iberica. Un record secondo solo a quello di Velazquez che nella rosa dell’Udinese ha ben 17 bandierine diverse. A differenza dei colleghi friulani in questo caso non c’è bisogno dell’interprete perché molti dei giocatori in rosa l’Italiano lo conoscono già. Nel calcio della globalizzazione, il melting pot azzurro può essere l’ennesimo punto di forza. Il mercato ormai è cambiato e si cerca di scovare il maggior numero possibile di talenti che arrivano dall’estero. Ma questa volta gli azzurri hanno puntato anche su molti calciatori esperti che hanno alle loro spalle esperienza internazionale. Il mercato infatti ha portato tanti nuovi innesti da tutto il mondo. In media gli stranieri sono 15 quindi la squadra di Corsi si tiene nella media ma la particolarità questa volta è che hanno tutti diversa provenienza. Dalla Samp è arrivato l’argentino Silvestre, è africano e nello specifico del Ghana l’ex Torino Acquah. Arriva dalla Polonia il difensore Michal Marcjanik, mentre è slovacco Samuel Mraz un altro dei giocatori che va a proseguire la tradizione dell’est Europa degli ultimi anni. Dai balcani arrivano i maggiori talenti azzurri degli ultimi anni, vedi il bosniaco Rade Krunic e lo sloveno Miha Zajc. Oltre a l’Albanese Veseli. Tra i nuovi arrivi c’è anche chi ha preso l’aereo dall’Europa del nord come il danese Jacob Rasmussen. E c’è anche il primo turco della storia dell’Empoli, l’ex Roma Salih Ucan, che raggiunge nel massimo campionato i connazionali Under della Roma, Emre Can della Juventus e Calhanoglu del Milan. I nuovi arrivati si vanno ad aggiungere a coloro che erano già in rosa. Oltre ai sopracitati Krunic, Zajc e Veseli infatti dal vecchio continente sono arrivati lo spagnolo Alejandro Rodriguez e l’austriaco Arnel Jakupovic. A loro vanno aggiunti l’Ivoriano Traore, l’algerino Bennacer e un altro calciatore per metà sudafricano e per metà Svizzero. Si tratta di Joel Untersee nato a Johannesburg ma con la cittadinanza svizzera. Ha già indossato la maglia delle giovanili elvetiche ma presto se arriverà la chiamata del selezionatore è pronto ad indossare la casacca dei Bafana-Bafana. A loro in questa “all star” internazionale si aggiunge anche l’unico georgiano del campionato di serie A ovvero Mchedlidze.

Questo Empoli globale è quasi da record in serie A, e lo è per distacco, nella storia del club. Basta pensare che esattamente 4 anni fa, l’allora squadra allenata da Maurizio Sarri, dopo gli acquisiti di Laxalt e Vecino era diventato l’Empoli più internazionale di sempre con ben 9 stranieri in rosa. Oggi invece sono praticamente raddoppiati. Nel 2015 erano diventati già 13 con i polacchi a dominare anche se con solo due elementi: Skorupski e Zielinski. Adesso sta a Nonno Aurelio trasformare questa sorta di all stars globale in una squadra vincente e affiatata. I primi passi, in questo senso, non sono stati male. Ma si sa, la lingua del calcio è una lingua universale. —

ALESSANDRO MARMUGI

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