Il Tirreno

Empoli

Gli azzurri hanno vinto al debutto in casa in serie A dopo 22 anni In quella formazione c’era Gelain: «Gruppo solido, salvezza possibile» 

«Questa squadra è più forte della mia che batté l’Inter Il segreto si chiama Aurelio»

«Questa squadra è più forte della mia che batté l’Inter Il segreto si chiama Aurelio»

L’INTErVISTASono serviti 11.300 giorni per trionfare di nuovo in casa all’esordio in serie A. L’unica volta era successo nel 1986 alla prima storica partita azzurra nella massima serie. Non c’erano...

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L’INTErVISTA

Sono serviti 11.300 giorni per trionfare di nuovo in casa all’esordio in serie A. L’unica volta era successo nel 1986 alla prima storica partita azzurra nella massima serie. Non c’erano le pay tv, ma la gente stava incollata a 90° minuto. Non c’era Cristiano Ronaldo, ma le star erano tante, una su tutti Diego Armando Maradona. E nessuno, per fortuna, si era mai sognato di chiamarlo DAM10 (per fortuna). Ma non mancavano le emozioni. Fu gigantesca per i tifosi dell’Empoli quella per la vittoria sull’Inter con un gol di Osio. Quell’Empoli si salvò contro tutti i pronostici. Oggi ce n’è un altro, 22 anni dopo, che prova a compiere un’altra impresa. Tra i protagonisti di allora c’era Ezio Gelain, oggi allenatore, che ha seguito le gesta degli azzurri di Andreazzoli: «Ricordo bene quella partita, vincemmo inaspettatamente. Riuscimmo poi anche a vincere la seconda contro l’Ascoli e a rimanere in testa da soli con la Juve. Il successo con l’Inter fu qualcosa di speciale».

Una partenza sprint come quella di Caputo e soci…

«Sì, nessuno si aspettava una partenza come quella, eravamo una squadra composta da giocatori che venivano per lo più dalla C e arrivammo non prontissimi fino a quando non ci fu la certezza che fosse squalificato il Vicenza. In quella gara scattò qualcosa di magico. Giocammo a Firenze c’era tanta gente, una pagina da ricordare».

Ci sono similitudini tra questi due Empoli?

«Fare paragoni è davvero difficile. Noi arrivammo a fari spenti in quella serie A, questo Empoli oltre a giovani talenti ha giocatori esperti che conoscono bene la categoria. Questo ha permesso loro di giocare con tranquillità e di esprimersi al meglio. Rispetto alla nostra epoca è un altro calcio e l’Empoli di oggi in proporzione è molto più forte. Tra le similitudini direi che ci può essere la solidità del gruppo. Eravamo molto uniti e anche l’Empoli di oggi lo sembra, grazie al lavoro di Andreazzoli».

In serie A è sembrato tutto facile come in serie B. ..

«Hanno ricominciato da dove avevano lasciato, indipendentemente dalla categoria. Al di là della vittoria è arrivata soprattutto una grande prestazione, contro una squadra che ha comunque dei valori importanti come il Cagliari».

È un Empoli più muscolare, è d’accordo?

«La A oggi è questa. Nell’‘86 l’Empoli doveva correre il doppio degli altri se voleva provare a fare risultato. Oggi che tutti sono attrezzati dal punto di vista fisico, che tutte le squadre sono composte da atleti, non puoi non avere giocatori di fisicità. E l’Empoli rispetto alla scorsa stagione, ha acquistato muscoli e cattiveria».

La salvezza non è un miraggio, anzi…

«Beh, una squadra che comincia così dimostra di avere grandi doti, anche se il campionato di serie A è lungo e difficile. Ma saranno tante le formazioni che lotteranno per salvarsi. E tra queste, l’Empoli, ha dimostrato per ora, di essere tra le più in forma». —

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