Gioco
Muscoli, gol e qualità così il piccolo Empoli guarda tutti da lassù
La vittoria col Cagliari lancia gli azzurri nel gruppo di testa insieme alle grandi Corsi-pompiere: «Non esaltiamoci». Ma intanto riapre la campagna abbonamenti
EMPOLI
La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare. Già è di voglia di volare per dirla alla Jovanotti questo Empoli ne ha tanta. Nonno Aurelio e i suoi nipoti guardano tutti dall’alto verso il basso. E anche se sono appena 90 minuti, anche se poi alla fine, il mantra è «l’importante è salvarsi a maggio», chi se ne importa.
Una notte da capolista, dopo che è stato scavalcato dall’Atalanta che ha battuto il Frosinone 4 a zero nel posticipo, bisogna solo minimizzarla, ma anche un po’ gustarsela.
Rasmussen, Zajc e Caputo meglio di Chiellini, Dybala e Cristiano Ronaldo. Potere della differenza reti sì, ma i tifosi azzurri sono già in estasi. Già, perché ancora una volta la piccola realtà di provincia è tornata al tavolo delle grandi, con l’ambizione di stupire e di crescere. E dopo una sola giornata si è ritrovata in testa assieme a un gruppetto di squadre, tra queste proprio la Juve, il Napoli e la Roma, e può raccontare a voce alta, anche se solo per pochi giorni, di stare lì, accanto a loro.
E i tifosi possono esultare intonando il famoso coro «salutate la capolista». Il presidente Fabrizio Corsi ha già fatto il pompiere: «Non ci esaltiamo – ha detto – stiamo crescendo», ma quel numero 1 accanto al nome Empoli fa un certo effetto.
Merito di una nuova vecchia squadra, che ha stupito ancora.
Quello che ha annichilito il Cagliari è un Empoli uguale ma anche diverso da quello che è stato visto durante la passata stagione.
È un Empoli che cerca di far girare il pallone, che prova le giocate di prima, che punta sulla classe dei suoi talenti, da Zajc a Krunic, passando per i gol di Caputo, bomber senza categoria. Un Empoli con lo smoking che però quando serve, sa anche indossare la tuta dell’operaio. In serie A è quasi obbligatorio. E questa nuova versione azzurra è piaciuta molto ed è stata efficace.
Acquah e Rasmussen su tutti, hanno vinto i duelli fisici ma basta dare un’occhiata alle statistiche per vedere che è stato tutto l’Empoli a saper battagliare. Di Lorenzo è il giocatore che ha recuperato più palloni e Capezzi quello che ha corso di più, ben 12,5 chilometri. Emblema del nuovo corso è il ghanese Acquah, sicuramente la più bella sorpresa dell’esordio azzurro. L’ex Torino, arrivato da pochi giorni è sceso in campo e si è trovato decisamente a suo agio nel centrocampo azzurro.
Non certo un fine palleggiatore ma la sua grinta, la sua abilità nel recuperare i palloni è stata fondamentale. Un centrocampista con caratteristiche che mancavano all’Empoli e che è subito risultato fondamentale.
Al Torino aveva poco spazio ad Empoli adesso ha la possibilità di mettersi di nuovo in mostra. La prima occasione l’ha colta al volo, adesso non deve far altro che continuare così.
Andreazzoli ha deciso di inserirlo sacrificando anche un punto fermo della squadra come Bennacer. Ribaltando tutte le gerarchie. Ma non solo il centrocampo l’Empoli tutto muscoli ha funzionato anche in difesa con la coppia “maxi” Rasmussen-Silvestre che ha disinnescato la coppia d’attacco del Cagliari. In particolare il danese (nella foto l’esultanza con Caputo) ha annullato Pavoletti fornendo una prova maiuscola. Già aveva fatto intravedere buone cose da regista, ma il suo regno è assolutamente la difesa. Sui palloni alti non ha rivali.
La grande prova degli azzurri ha fatto crescere ancora l’entusiasmo in città. L’ultimo dato parla di 6.295 abbonamenti staccati ad un passo dal record della stagione 2015/2016 in cui le tessere staccate furono 6.600.
Un dato che potrebbe anche essere superato visto che la società ha deciso di riaprire la campagna abbonamenti. Dalle ore 16 di giovedì, infatti, ci si potrà abbonare con le stesse modalità e gli stessi prezzi in vigore fino a pochi giorni fa.
Sarà possibile sottoscrivere l´abbonamento nei soli settori di Poltronissima, Poltrona, tribuna inferiore e Curva Nord. Obiettivo riempire lo stadio Castellani e sognare nuove vittorie. Tanto si sa, che sognare, non costa niente. —
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