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La piccola che vuole pensare in grande nell’anno primo di Cristiano

La piccola che vuole pensare in grande nell’anno primo di Cristiano

il commentoCristiano Ronaldo aveva un anno e mezzo quando, nell’estate del 1986 l’Empoli scoprì all’improvviso di essere in serie A grazie alla penalizzazione del Vicenza a causa dello scandalo del...

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il commento

Cristiano Ronaldo aveva un anno e mezzo quando, nell’estate del 1986 l’Empoli scoprì all’improvviso di essere in serie A grazie alla penalizzazione del Vicenza a causa dello scandalo del calcioscommesse. E stasera, nell’anno primo dell’era Ronaldo, gli azzurri si apprestano a iniziare la loro tredicesima avventura nella massima serie. Da quel torrido agosto di 32 anni fa di cose ne sono successe, l’Empoli ha fatto su e giù tra A e B, ha visto da vicino il baratro della C2 ma, pur essendo una neopromossa, non è l’ultima arrivata.

La vera novità rispetto alle altre volte è che questo Empoli è un po’ meno “pane e salame”, città e squadra di provincia ma un po’ meno provinciale. Lo dicono i numeri e lo dice il mercato che si è appena concluso, al quale la Gazzetta ha dato un 6 forse ingeneroso. Nove milioni per La Gumina, la conferma di Bennacer e le non cessioni di Zaic e Krunic raccontano di una società che cerca di pensare in grande, accettando il rischio di fare il passo più lungo della gamba. Ripetere il capolavoro dell’anno scorso (cioè rifare una squadra dalle fondamenta e vincere subito in carrozza) probabilmente è impossibile e non sarebbe nemmeno giusto chiederlo ad Andreazzoli, Pecini, Butti e Accardi. Di sicuro nonno Aurelio va incontro a qualche difficoltà in più, non solo e non tanto per il salto di categoria, ma perché dovrà gestire un gruppo quanto mai numeroso, fatto di gente che si vuole mettere in mostra. Basti pensare che a centrocampo, dopo gli arrivi di Acquah e Ucan, ci sono nove pedine per quattro posti (salvo un improbabile cambio di modulo), con tre caselle apparentemente già prese da Zaic, Krunic e Bennacer.

L’attacco, dopo l’improvvida partenza di Donnarumma, dipenderà molto dalla maturazione di La Gumina, ma almeno lì le gerarchie sembrano già ben definite.

La vera incognita, a questo punto, è la difesa. E non è poco, perché è da lì che si costruisce tutto, dallo scudetto alla salvezza. Detto dell’età media abbastanza alta, stasera giocherà una coppia inedita di centrali e c’è il rischio che, almeno nelle prime giornate, si paghi dazio in attesa di trovare gli automatismi.

La risposta, come sempre, la darà il campo, ma intanto è già bello esserci, per l’ennesima volta, con l’orgoglio di una piccola che vuole pensare in grande, aspettando l’avvento di Cristiano.

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di Redazione web