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L’esplosione del gioiello Traore può pesare sul destino di Krunic

David Biuzzi
L’esplosione del gioiello Traore può pesare sul destino di Krunic

Il talento del 2000 sempre più convincente e mentre il presidente “chiude” a Cataldi lo scambio col Torino resta possibile

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«Il bello di questo periodo è che puoi sperimentare, provare: poi le cose buone te le porti dietro, le altre le abbandoni». Così parò Aurelio Andreazzoli. Alla vigilia delle due amichevoli dal profumo europeo, quelle con Eintracht Francoforte e Sporting Clube de Portugal. E ora che quelle due prove sono state superate, peraltro anche assai bene, nella valigia di AA53 di cose buone ne restano parecchie. Ma soprattutto due: Jacob Rasmussen in versione play e Hamed Junior Traore in versione “basta che sia in campo”.



Già, il ragazzo ivoriano è davvero la rivelazione dell’estate. Lo è stato dall’inizio, da quando si è presentato al raduno quasi irriconoscibile: irrobustito, cresciuto, ma non solo. Era andato via ragazzino, è tornato uomo. O almeno giovane uomo. Differenza visibile ad occhio nudo ma anche e soprattutto sul campo. E l’Empoli, che già da tempo aveva deciso di confermarlo anche al piano superiore come alternativa a Zajc, ora si trova in mano un centrocampista che può spostare gli equilibri. Che contro tedeschi e portoghesi ha giocato da interno, finendo proprio dietro le punte nel “Cinque Violini” e segnando la gara con un colpo di tacco da fantascienza che ha propiziato il gol del pari di La Gumina. Al di là del ruolo, però, è stata la personalità a impressionare. Perché il ragazzo di Abidjan, diventato maggiorenne a febbraio, non ha avuto paura. Né di provarci né di riuscirci. Realizzando pure uno dei rigori che hanno permesso a Pasqual di alzare il trofeo all’Alvalade. Insomma forse Traore è più pronto del previsto. Ed è un fatto di cui tenere conto. Per il mercato di domani. Quanto a quello di ieri, invece, basta ricordare che giusto 12 mesi l’Empoli ha detto no alla Juventus che offriva 3,5 milioni per prenderselo (e aveva giocato solo in Primavera...). Massima attenzione, invece, su quello che Traore può avere su quello di oggi. Con un numero molto indicativo: è l’8.



Non perché sia l’attuale valore attribuito all’ivoriano, ma perché è quello che sta portando sulla maglia in questo pre-campionato. Come successo fino al maggio a scorso a Rade Krunic. Il gioiello in bilico, da mesi. Il cui futuro prossimo non è ancora scritto. Con una cessione che resta possibile e che proprio l’esplosione di Traore potrebbe rendere meno dolorosa. A meno di 10 giorni dalla fine delle trattative (salvo proroghe, di cui inizia a circolare voce, acquisti e cessioni si fermeranno alle ore 20 in punto dell’ormai prossimo 17 agosto), la situazione è nebulosa. Ma l’Empoli non ha fissato una deadline per toglierlo dal mercato e questo è un indizio. Inoltre mentre dal bosniaco arrivano segnali di un certo tipo, e cioè che restare per lui non sarebbe certo un problema, i suoi agenti continuano a cercare acquirenti in Italia e non solo. Si parla di Bundesliga, ad esempio, ma ad oggi la destinazione più probabile - in caso di cessione - resta il Torino. Che in casa ha Afriyie Acquah, il ghanese del 1992 che agli azzurri piace. Tanto che, addirittura, potrebbe arrivare a prescindere da Krunic. In entrambi i casi ci sono differenze economiche da limare, ma importanti solo nel caso della valutazione del bosniaco. Gli azzurri, infatti, vogliono un conguaglio di almeno 6 milioni (in caso di inserimento del ghanese) o un assegno da 7 (minimo) per la sola cessione. Fra i club non ci sono contatti ormai da diversi giorni, ma come accennato dietro le quinte lavorano gli agenti dei due giocatori. Intanto Acquah non ha seguito il Torino per l’amichevole a Liverpool mi si allena al Filadelfia forse aspettando il via libera verso l’azzurro.



Al netto di Traore, Krunic e Acquah, comunque, la sensazione è che il mercato dell’Empoli resti aperto anche su altri fronti. Forse non quello per Danilo Cataldi, visto che ieri il presidente Fabrizio Corsi ha smentito questa ipotesi di mercato a una radio romana. Potrebbe essere stata semplicemente una scelta tattica, ma non è detto. Resta aperto, poi, il discorso per il ritorno di Sebastiano Luperto. L’ingaggio di Matias Silvestre, infatti, non ha chiuso del tutto questa possibilità. Ha però messo l’Empoli in una posizione di maggiore tranquillità. Con l’arrivo dell’argentino, infatti, con il Napoli si può se non altro porre le condizioni che lo stesso Corsi aveva annunciato già da qualche settimana: ovvero sì al prestito ma con diritto di riscatto per gli azzurri ed eventuale contro opzione per i partenopei. Una situazione che potrebbe sbloccarsi da un momento all’altro. Da verificare, poi, la voce sulla possibile candidatura del milanista Luca Antonelli. Disicuro c’è che un terzino sinistro in più serve, visto che il giovane Imperiale andrà al Siena.



Intanto l’Empoli ha ufficializzato alcuni acquisti per il settore giovanile. Sono Eduardo Bubacar Baldé (centrocampista classe 1999 dalla Sampdoria), Gianluca Saro (portiere classe 2000 dalla Juventus), Emmanuel Ekong (attaccante classe 2002 dall´If Brommapojkarna), Klemen Hvalic (portiere 2002 dal Nova Gorica) e Alessandro Fontanarosa (difensore classe 2003 dalla Sampdoria). Ma evidentemente è scritto che il mercato dell’Empoli, per l’estate 2018, non debba essere banale. E, infatti, due di questi baldi giovanotti vantano parenti illustri. Come Bubacar Baldé, che è il fratello di quel Keita Baldé già dalla Lazio ora al Monaco edomaniforse all’Inter. O ome Ekong, che arriva dalla Svezia ma è nigeriano di origine e italiano di nascita. Italiano perché nel 2002 suo padre Prince Ikpe Ekong ai tempi giocava nella Reggiana. Quella bella e vincente di Carlo Ancelotti. È finito poi nella penisola scandinava a fare il calciatore prima e il predicatore poi. Il figlio Emmanuel era seguito da mesi e da molti: ha scelto di vestire l’azzurro e ora dovrà scegliere anche in quale nazionale giocare. —



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