Sicurezza
Andreazzoli applaude i suoi «Se non rischi non cresci»
E dopo il Cinque Violini trova un regalo: Silvestre ha firmato Krunic resta un rebus mentre spunta il nome di Antonelli
EMPOLI
Aggiungi un posto a tavola. Anzi no, in aereo. E per la precisione sul volo charter, che all’alba ha riportato l’Empoli in Italia: era la coppa del “Trofeo Cinco Violinos”, da poche ore conquistata all’Alvalade di Lisbona contro lo Sporting Club de Portugal. Che, sostanzialmente, somiglia più alla Coppa Oro della Sammontana che alla Champions League. Ma che nella bacheca azzurra farà la sua figura e, di sicuro, vale un carico di consapevolezza e fiducia notevole in vista delle partite che contano davvero.
Oltretutto l’acuto lusitano corona un pre-campionato che per la truppa di Aurelio Andreazzoli si chiude con 4 vittorie (compresa quella ai rigori coi biancoverdi) e 2 pareggi, 19 gol fatti e 3 incassati (2 dallo Spezia e 1 a Lisbona). E, soprattutto, conferma la bontà dell’impianto. Con il tecnico AA53 (si merita la sigla in quanto vero top player della compagnia), che continua ad avere idee da vendere, con la vecchia guardia già in palla nelle gambe e nella testa, con i giovani che brillano. Come il sorprendente Jacob Rasmussen, e oprattutto come Hamed Junior Traore, il gioiello del 2000 che, in Portogallo, ha lasciato un segno indelebile. Ovvero quel clamoroso assist di tacco, di prima intenzione, che ha armato il destro di La Gumina nell’azione del gol del pari. Roba grossa, mica da tutti. Magari non per i tifosi biancoverdi. Che oltre aver sempre vinto (finora) il loro trofeo, erano abituati anche a vedere gente come Figo e Cristiano Ronaldo. Ma, ecco, giusto loro... «Siamo stati bravi – dice il tecnico azzurro – mi è piaciuta la personalità che abbiamo dimostrato contro un avversario di grande valore e in un ambiente a cui pochi di noi sono abituati. Abbiamo anche rischiato, ma sapendo di rischiare. Se vuoi crescere, d’altra parte, devi accettare di farlo». E, infatti, all’allenatore sono piaciuti pure... gli errori. «È vero – sottolinea – alla fine del primo tempo ho detto ai ragazzi che ero contento di quelli che avevamo commesso. Perché sono tutti superabili, col lavoro, e questo vuol dire che questa squadra ha margini per migliorare per crescere».
E se sull’aereo c’era un ospite in più, la coppa, anche nello spogliatoio alla ripresa di domani ci sarà un volto nuovo. Quello di Matias Silvestre che, come previsto e annunciato, da ieri è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Empoli. Dopo aver rescisso con la Samp e aver detto sì, domenica, ai direttori Accardi e Pecini, ieri mattina è sbarcato a Empoli per sottoporsi alla visite mediche. Poi è salito a Monteboro, pranzo coi dirigenti e firma. Su un contratto annuale con rinnovo automatico in caso di salvezza. Un altro tassello che va a posto, insomma, ma non l’ultimo. Nei prossimi 10 giorni, gli ultimi di mercato, ci saranno altre entrate e altre uscite. Ma soprattutto ci sarà da chiarire la posizione di Rade Krunic, che continua a essere al centro di un mezzo intrigo. Ogni 15 minuti, infatti, da Torino danno per certo il suo acquisto, con l’inserimento di Acquah nella trattativa, ma in casa azzurra l’aria che si respira è un po’ diversa. Ovvero Krunic potrebbe partire solo in caso di offerta da almeno 7 milioni e, al momento, non ci sono aggiornamenti con i granata (che, secondo altre fonti, stanno cercando altrove). Acquah potrebbe arrivare a prescindere, ma anche in questo caso ancora i numeri (fra richiesta del Toro e stipendio) non tornano e a centrocampo resta monitorato il laziale Cataldi. Con Imperiale ormai diretto al Siena potrebbe arrivare anche un terzino. A Milano, sponda rossonera, è spuntato il nome di Antonelli, ma con la concorrenza di Genoa, Parma e Bologna. —
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