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Superato l’esame di tedesco Caputo abbatte l’Eintracht

David Biuzzi
Superato l’esame di tedesco Caputo abbatte l’Eintracht

L’avvio è in salita però la musica cambia presto e il bomber bussa due volte Ma il top player è quello in panchina: azzeccata la mossa di Rasmussen play 

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BRUNICO

C’è poco da fare, quella vecchia volpe di “nonno Aurelio” ne sa una più del diavolo. Tanto che forse sarà necessario cominciare a chiamarlo “AA53” (iniziali e anno di nascita) visto che il top player dell’Empoli potrebbe rivelarsi proprio lui, il tecnico.

Nella prima delle due amichevoli internazionali che devono dare un senso al pre-campionato, infatti, l’allenatore estrae un altro coniglio del suo cilindro di prestigiatore del pallone. Si chiama Jacob Rasmussen, ragazzone danese arrivato dal Rosenborg come difensore centrale e schierato play di centrocampo da Aurelio Andreazzoli contro l’Eintracht Francoforte. Una mossa che somiglia alla quadratura del cerchio, perché il 4-3-1-2 che disegna sul campo di Riscone è la soluzione, almeno momentanea ai problemi del centrocampo. E, di colpo, riconsegna l’Empoli, almeno a tratti, agli splendori della splendida scorsa stagione.

Eppure l’avvio del test è duro, ma proprio duro. La truppa tedesca, che sta per giocare la Supercobba di Germania contro il Bayern Monaco, sembra più avanti sotto tutti i punti di vista. Tattico e, soprattutto, atletico. Il 3-4-3 di Hutter e aggressivo sullo stile del vecchio, e ormai mitico, Foggia di Zeman e gli azzurri soffrono, soffrono assai. Sembrano impacciati, intimiditi. A tenere a galla la baracca c’è una difesa che, tutto sommato, tiene e un superbo Terracciano che ferma prima Gacinovic e poi Chandler. Col passare dei minuti, però, l’Empoli si scrolla di dosso paure e impacci. Rasmussen, proprio lui, prende confidenza con il ruolo, gli interni Bennacer e Traore crescono. A destra si rimette in moto il pendolino Di Lorenzo, assolutamente inarrestabile, e proprio da un suo cross, al minuto numero 37, nasce il gol del vantaggio. Lo firma, naturalmente, Ciccio Caputo che s’avventa sul pallone, sul secondo palo, come un avvoltoio sulla preda. La spinge dentro lui, ma dall’azione del vantaggio spicca un altro aspetto: anche La Gumina, che parte male ma cresce molto, e Zajc attaccano l’area su quella palla.

È un bel vedere, insomma. E, non a caso, la frazione si chiude con altre due occasioni azzurre (tedeschi salvati prima da Wiedwald e poi dall’arbitro che ferma Caputo senza applicare la regola del vantaggio) e una dell’Eintracht (angolo di De Guzman e testa di Jovic, stavolta Terracciano è battuto ma Zajc salva sulla linea). Ma è l’avvio di ripresa che si trasforma in una sorta di monologo.

Intanto c’è la novità che si riparte con gli stessi giocatori (tranne Provedel fra i pali) per aumentare il minutaggio, l’altra è che l’Empoli fa il bello e il cattivo tempo. Già al 1’ Wiedwald salva a fatica, ma soprattutto a fortuna, sull’asse Zajc (che crossa) e Caputo (che spara al volo). All’11’ ancora il bomber non arriva per un soffio su un cross, mentre al 16’ viene innscato da una pazzesca giocata del fantasista sloveno e col sinistro costringe il portiere tedesco agli straordinari.

Una sinfonia azzurra, insomma. Che, subito dopo, porta al raddoppio. C’è il solito Caputo che impegna Wiedwald, ma sulla respinta è Ndicka a parare in tuffo il tiro a botta sicura di La Gumina. Trattasi di difensore, però. Quindi arriva il rigore che Caputo, ma in questo caso sarebbe forse più opportuno chiamarlo Kaput, mette dentro con freddezza.

Prima di prendere l’imbarcata Hutter cambia molti giocatori e, soprattutto, modulo. Passano al 4-4-2, i tedeschi, e l’Empoli controlla senza affanni. Ma Andreazzoli, che ai suoi ha chiesto di non essere mai banali, rende interessante anche il finale sganciando Mraz e Marcjanik e passando a un abbottonato 5-3-2 (poi 5-3-1-1 col l’uscita di Caputo per Lollo) che in Serie A potrà rivelarsi utile e anche spesso. Risultato: ai tedeschi rimane qualche tiro da fuori (bene anche Provedel) e poco altro. All’Empoli la vittoria (di prestigio) e tanta sana consapevolezza di sé. Mica poco. —



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