La protesta
Esplode la febbre azzurra Caccia all’abbonamento coi tifosi in coda per ore «E non è solo per CR7...»
Attraversi piazza della Vittoria, un mercoledì mattina che sembra come tanti altri, e sembra che nel cuore di Empoli sia piovuta la rockstar del momento. Ma le stesse scene, poi, le vedi sulle...
Attraversi piazza della Vittoria, un mercoledì mattina che sembra come tanti altri, e sembra che nel cuore di Empoli sia piovuta la rockstar del momento. Ma le stesse scene, poi, le vedi sulle tribune del Castellani e anche alla sede dell’Unione club. La febbre, dunque, è un’altra. È la febbre azzurra.
Quella che l’Empoli muove nel primo giorno di vendita libera degli abbonamenti. Che porta già delle prime ore centinaia di tifosi a prendere d’assalto i tre punti della città dove è possibile sottoscrivere le tessere. Un boom inatteso, anche dalla società. «È una bella sorpresa – sottolinea Rebecca Corsi, responsabile marketing del sodalizio azzurro – anzi direi proprio che siamo stupefatti da quello che è successo. In mattinata mi hanno mandato le prime foto e pensavo che fossero false». Invece no, erano vere. Come le attese di chi si è messo in fila per avere, subito, la sospirata tessera. Allo Store, ad esempio, la coda c’era già prima dell’apertura delle 9,30. Anche con qualche intoppo. Nel senso che le persone hanno provato ad organizzarsi da sole con bigliettini volanti per dare un ordine numerico. Solo che proprio chi l’ha proposto si è preso... i primi. Poi, sistemati i “furbetti”, l’attesa è comunque durata ore. Coi tifosi arrivati intorno alle 9,30 e usciti dopo le 12. Risultato: alle 13,30, alla chiusura dei tre punti vendita, le tessere vendute erano già più di 500. Col settore di Maratona inferiore, il cuore del tifo empolese, già praticamente esaurito. Col pomeriggio, poi, è stata quasi raggiunta quota 900.
A queste, poi, vanno ad aggiungersi le 3346 tessere rinnovate nel periodo dedicato alle prelazioni. «In questo caso – continua Corsi – eravamo convinti che sarebbe andata bene. L’anno scorso, dopo la retrocessione, abbiamo chiesto ai tifosi di fare una scommessa insieme a noi, cioè di puntare sulla rifondazione abbonandosi, in un momento in cui le ambizioni dovevano ancora crescere, con la possibilità di bloccare il prezzo per 3 anni. E ora fa piacere che chi ha accettato questo rischio possa godersi la Serie A senza spendere un euro in più». Sul boom del primo giorno, invece, pesa proprio l’effetto Serie A moltiplicato da... Cristiano Ronaldo. «Con l’arrivo in Italia di CR7 – sentenzia la dirigente – credo che l’effetto moltiplicatore avrà un peso su tutto, a partire dal costo di un bottiglietta d’acqua fuori dallo Juventus Stadium. È chiaro, insomma, che sia una parte di questo successo. Ma, appunto, una parte».
Successo quantificabile nei circa 900 abbonamenti venduti solo ieri e in un’asticella, quella degli obiettivi, che ora si alza. «Dobbiamo fare i conti con il problema dello stadio – conclude Corsi – perché in attesa dei cantieri abbiamo deciso di non vendere la curva nord. Ma vorrei il record e, dunque, riuscire a superare la quota degli 8.000 abbonamenti venduti». —
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