Toscana
Da Trondheim al Carlo Castellani ma Rasmussen sembra già a casa
Gli sarà sembrato di essere finito in mezzo al deserto quando è arrivato in Toscana per la prima volta. “It’s very hot”, in inglese “è molto caldo”, ha ripetuto più volte Jacob Rasmussen.Normale,...
Gli sarà sembrato di essere finito in mezzo al deserto quando è arrivato in Toscana per la prima volta. “It’s very hot”, in inglese “è molto caldo”, ha ripetuto più volte Jacob Rasmussen.
Normale, soprattutto per uno che è nato in Danimarca, che fino a qualche giorno prima si allenava in Norvegia e che la squadra più a sud nella quale ha giocato si trovava a Gelsenkirchen, nel cuore della Germania. Empoli di luglio è sicuramente più afosa di un centro che affaccia su un fiordo. Ma è solo il clima atmosferico ad averlo spiazzato.
Già, perché nonostante non conosca lingua e sia stato catapultato in una nuova realtà, il danese sembra già trovarsi a suo agio. Il nuovo difensore, nel giro della nazionale Under 21, è arrivato da pochi giorni, dopo aver disputato un girone di andata tra i ghiacci con la maglia del Rosenborg, ma non sembra aver accusato troppo la differenza con il calcio baltico.
Personalità da vendere, un buon mancino e grande determinazione ne hanno fatto una delle sorprese più belle della prima amichevole, andata in scena a Lamporecchio. Ha sfiorato anche il gol, con un bel colpo di testa, ma soprattutto si è fatto notare per il temperamento. Nonostante non conosca l’italiano ha subito preso confidenza con le parole calcistiche, quelle che bisogna utilizzare in campo. E dalla tribuna si sono sentite distintamente: “uomo”, ripeteva ai compagni marcati. Gridava «solo» a chi era libero di muoversi indisturbato. Uno vocabolario basic, ma anche troppo completo se si pensa che è qui da poco più di 10 giorni.
Per lui, d’altronde, quella dell’Empoli è una grande occasione. Dopo essere passato nel vivaio dello Schalke 04, si è messo in luce con le giovanili del St.Pauli, sempre in Germania, per poi approdare al Rosenborg. Con la squadra di Trondheim ha vinto scudetto e coppa e proprio pochi giorni fa ha terminato il girone di andata del campionato 2018.
A Lamporecchio è arrivato sicuramente più brillante e preparato fisicamente dei compagni, ma a stupire è stato subito il suo spirito di adattamento. Una rondine non fa primavera, e un amichevole estiva non è abbastanza per giudicarlo. Ma il vichingo danese (alto 1 e 93), si candida come vero outsider. L’ambiente empolese lo ha già riscaldato. —
ALESSANDRO MARMUGI
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